Arriva il “taxi del ciclista” che porta in gita le bici

Parte un servizio sperimentale che consente di imbarcare sino a quattro persone. A bordo una mini officina per le riparazioni. Non sono previsti sovrapprezzi

Un piccolo grande sogno di tutti i ciclisti che amano la natura e adorano vivere il Carso, i dintorni di Trieste, i boschi e le doline dell’altipiano, attraversandoli con le mountain bike o con le tradizionali bici da turismo, diventa realtà. E lo diventa con “Taxi bike” ovvero con un servizio nuovo di zecca che consente di prenotare una corsa in un taxi attrezzato con gli appositi supporti in grado di portare sino a un numero massimo di quattro clienti, con le rispettive bici, in un qualsiasi punto della territorio della Provincia. Una volta arrivati a destinazione, basta liberare le bici dai ganci di sicurezza, sistemati dietro il taxi, e cominciare la gita.

Il servizio, in funzione da poche ore, è nato da un’idea di Stefano Sandrin, istruttore del gruppo “360 MTB”, associazione sportiva che si occupa di mountain bike. «Ho semplicemente sposato due veicoli complementari: il taxi e la bici. Attrezzando nella maniera adeguata un’auto pubblica - spiega Sandrin - si può assicurare a tutti i turisti, ma anche ai triestini e a tutti coloro che amano scorazzare per i sentieri del Carso la possibilità di raggiungere i dintorni della nostra bellissima città senza doversi sobbarcare improponibili salite e, soprattutto, senza dover utilizzare la propria vettura privata».

È bastato coinvolgere la cooperativa Radio Taxi e l’iniziativa è presto diventata realtà. «Abbiamo capito subito il potenziale di questa novità – precisa il presidente della cooperativa Mauro Detela – perché è evidente che in questa maniera agevoliamo i turisti, ma anche i triestini e le famiglie con bambini piccoli. Un’utenza molto ampia che d’ora in poi potrà disporre di una possibilità di svago in più».

In una prima fase sperimentale sarà solo uno dei taxi presenti sul territorio comunale a garantire questo servizio, «ma se la cosa prenderà piede, e la primavera e l’estate ci sembrano le stagioni migliori per fare un test, altri tre o quattro tassisti triestini sono pronti ad attrezzare le loro vetture con tutto ciò che serve per il trasporto delle biciclette e di un piccolo kit per le riparazioni» assicura Sandrin.

Sì, perché i promotori di “Taxi bike” hanno pensato anche a questo. «Siccome sono ciclista anch’io – sottolinea Sandrin – e so che può capitare di forare, di avere un piccolo guasto, di vedere la catena uscire dalla sua sede o altri inconvenienti del genere, i taxi abilitati al trasporto delle biciclette avranno a bordo anche una mini officina. Poche cose come camere d’aria di riserva, le chiavi per stringere i bulloni, una pompa, attrezzi per la manutenzione, insomma il minimo per poter tornare a casa».

Anche in questo caso sarà sufficiente chiamare uno dei taxi abilitati. Il tutto senza sovrapprezzi. «Per noi si tratta di normali chiamate. E quindi - spiega il presidente di Radio Taxi - si pagherà la tariffa comune. Ogni bicicletta sarà considerata come una valigia o un collo qualsiasi».

Non basta ancora. Quelli dell’associazione “360MTB” hanno pensato di arricchire la proposta con un servizio di guida turistica ovviamente in bici. Spiega il presidente del club Lorenzo Cortese: «Ci metteremo a disposizione per offrire ai turisti la possibilità di percorrere i sentieri del Carso con un accompagnatore. Siamo esperti e competenti e vogliamo metterci al servizio della città».

L’iniziativa dell’associazione “360 MTB” non si limita al territorio provinciale: «Possiamo spaziare anche oltre confine, raggiungere l’Istria, il Carso sloveno e alcune località del Friuli Venezia Giulia» afferma Cortese. Sandrin invece spiega che l’associazione ha già comunicato al Comune «e più precisamente all’assessore Edi Kraus la nostra iniziativa e contiamo sulla collaborazione dell’amministrazione. Le città moderne sono tutte attrezzate per i turisti con bici al seguito, Trieste potrà fare altrettanto».

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