In 8 anni cancellato il 25% delle aziende del settore legno

di Francesco Fain
CORMONS
In otto anni è stato cancellato il 25,5% delle aziende isontine del settore legno: vale a dire un quarto. Sono passate da 230 a 172. A pagare il prezzo più alto di una crisi senza precedenti sono state le imprese che fabbricano sedie. In quest’ultimo caso, la chiusura ha riguardato il 48,6% delle fabbriche.
La proroga
del Piano
Numeri che parlano da soli e che hanno indotto la Regione a prorogare di un anno (come ha già fatto la Provincia) lo stato di crisi. «Nell’ambito della concertazione con le parti sociali - si legge nella delibera della giunta regionale - è stata accertata l’effettiva permanenza della situazione di grave difficoltà occupazionale del settore legno e arredamento nel territorio della provincia di Gorizia». Pertanto, il periodo di efficacia del “Piano di gestione della situazione di grave difficoltà occupazionale del settore legno e arredamento”, approvato il primo aprile 2009, è stato prorogato al 31 marzo 2012, così come aveva già fatto la Provincia con un’apposita delibera. Il settore del legno, dunque, continua a soffrire: qualche piccolo timido segnale di ripresa c’è stato ma si è rivelato episodico e, soprattutto, non ha prodotto occupazione.
E dire che «gli anni Novanta - si legge nel fascicolo statistico della Regione dedicato al settore legno - avevano visto una netta crescita dell’occupazione nel comparto, come peraltro accadde nel distretto della sedia in provincia di Udine, grazie alle ottime performance registratesi sui mercati esteri. Gli anni più recenti sono stati caratterizzati da una tendenza opposta e, com’è noto, una delle principali cause della situazione di grave difficoltà occupazionale, peraltro comune ad altri settori produttivi, è la forte concorrenza dei produttori asiatici».
Oltre la metà degli addetti del settore si concentrano nei due Comuni di Cormons e, soprattutto, Mariano del Friuli che - di fatto - oltre a rappresentare una contiguità territoriale con il distretto friulano della sedia, possiedono anche un livello di specializzazione produttiva nel comparto del mobile-arredo analoga ai suddenti Comuni della provincia di Udine.
Tavolo
di concertazione
Non a caso, è stato evidenziato di recente anche un decremento del fatturato in questo settore a due cifre (-12%) che ha coinvolto, in particolare, le piccole imprese da 3 a 9 addetti. Naturalmente, di riflesso, anche l'occupazione ha registrato un tasso di variazione tendenzialmente negativo, pari al -3,9%, il valore più basso del 2006. Quello che era un settore trainante della nostra economia provinciale continua a dare segni (preoccupanti) di difficoltà. Passano i mesi ma non ci sono ancora gli auspicati segnali di controtendenza. Nell’ambito della stessa riunione del tavolo di concertazione, è stato inoltre deciso di dare una scadenza (si tratta del 31 dicembre 2012) agli «stati di crisi», approvati nel 2006 senza averne fissato un termine, per il settore tessile regionale, per il distretto friulano della Sedia, per il Sanvitese, il commercio nelle zone di confine, il comparto elettronica dell’intera regione e la montagna delle province di Udine e Pordenone.
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Inizia oggi per concludersi domenica, il terzo degli appuntamenti in programma della quinta edizione di “Capriva Castelli&Canzoni 2011”. Dedicato al Musical il corso, oramai una ricorrenza consolidata della manifestazione caprivese, sarà anche quest’anno affidato alla direzione del maestro Francesco Lori (nella foto). Preparatore vocale della Compagnia Della Rancia, vocal coach di nomi notissimi dello spettacolo e della Tv, il maestro, ha creato in questi anni una vera e propria scuola. Il corso si concluderà domenica con il concerto dei partecipanti in programma alle 19 nella palestra comunale di Capriva del Friuli. La manifestazione è promossa dall’associazione culturale InCanto e dal Comune di Capriva del Friuli con il sostegno di Regione, Provincia, Fondazione Carigo e Bcc di Lucinico, Farra e Capriva.
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