La Canzone gradese torna sulla scena assieme ai turisti al Parco delle Rose

Festival il 31 luglio e a ingresso libero, ma su prenotazione Niente file per i biglietti. Locali impegnati con la stagione
Antonio Boemo

/GRADO

Saltata due volte, nel 2020 e nella primavera di quest’anno, a causa della pandemia, i responsabili dell’Associazione “Quelli del Festival” hanno deciso di proporre la sempre tanto attesa sfida canora in piena stagione estiva, sabato 31 luglio. L’ulteriore novità è rappresentata dal fatto che la manifestazione si svolgerà al Parco delle Rose alle 21, anziché al Palazzo Regionale dei Congressi e per questa occasione a ingresso libero, ma su prenotazione.

Niente, dunque, file notturne per poter acquistare il biglietto. Ogni spettatore deve fornire agli organizzatori un nominativo e un proprio riferimento (ad esempio il numero di telefono); si consiglia pertanto di effettuare la prenotazione inviando una mail di richiesta all’indirizzo prenotazioni@arteventiudine.it indicando il numero di biglietti desiderati, i nominativi e i recapiti delle persone interessate.

La decisione, come spiega il presidente Fabio Marchesini, è stata dettata anche dal fatto che sia il Comune e sia la Fondazione Carigo avevano già stabilito la loro collaborazione finanziaria a sostegno dell’evento.

«Dopo due anni di digiuno – afferma Marchesini – speriamo che le note delle nostre canzoni dialettali possano allietare la serata al Parco delle Rose anche se sarà un Festival diverso dal solito, meno gradese, visto che durante la stagione estiva molti nostri concittadini sono impegnati nelle attività connesse al turismo e non potranno seguire di persona la competizione canora. In attesa di poter effettuare le prossime edizioni con le modalità consuete, abbiamo comunque voluto dare un segnale di presenza: sarà l’occasione per far conoscere a un pubblico diverso il nostro repertorio musicale, la nostra identità e il nostro amore per il canto».

È vero che tanti gradesi non ci saranno e forse, almeno in parte, mancheranno pure le solite claque che in passato sono risultate determinanti, nonostante i vari sistemi di votazione, per far vincere uno o l’altro brano. Di esempi del passato ce ne sono davvero tanti, canzoni che non hanno vinto ma decisamente molto più cantate di quelle che invece avevano trionfato. E che ci sia, come ci sarà, la presenza di turisti al Parco delle Rose, sarà sicuramente importante per dare un risultato particolare alla sfida canora poiché a determinare la canzone vincitrice, indicando un’unica preferenza sulla scheda di voto, ci sarà proprio il pubblico.

Il lavoro estivo ha, tuttavia, causato anche altri problemi. Parliamo della defezione di un paio di cantanti che sono ovviamente stati sostituiti dagli autori, ma anche del fatto che quest’anno non ci sarà l’orchestra con i cantanti che eseguiranno i brani dal vivo su basi musicali realizzate con il supporto di Audiomark e con l’accompagnamento al pianoforte del maestro Marco Ballaben.

Anche la scenografia inoltre sarà quasi certamente limitata all’indispensabile.

Ma ciò che non mancherà sono i brani, le canzoni gradesi che sono una vera e propria tradizione, la seconda per importanza dopo il “Perdòn de Barbana”, quella tra l’altro che contribuisce a mantenere vivo il dialetto gradese che è l’unico del suo genere esistente, quindi una vera e propria lingua, e che proprio per questo dovrebbe essere tutelata anche per legge alla pari di altri dialetti.—

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