Parco fotovoltaico del valore di 70 milioni a servizio della zona industriale Aussa-Corno

Investimento del Gruppo Envalue: per le aziende locali coinvolte nei lavori ricadute da 10 milioni 

il progetto

Un parco fotovoltaico all’avanguardia, in grado di dare nuova vitalità a una delle aree economiche più strategiche in regione, l’Aussa Corno, e che corrisponde alle attuali filosofie di sostenibilità ambientale, aumentando anche la tutela della flora e della fauna. Ne è convinto il Gruppo Envalue che propone il progetto del parco fotovoltaico sul quale intende dare uno sviluppo futuro alla zona industriale di San Giorgio di Nogaro. «Il progetto – spiega l’amministratore delegato di Envalue Dario Danelutti – grazie alla produzione di energia rinnovabile a livello locale e low cost, consentirà di rendere ancora più competitiva l’area, più attrattiva, grazie alla riduzione della spesa per l’acquisto di energia elettrica». Significa un risparmio in bolletta del 25%. Il gruppo Envalue, società leader nella costruzione di più di 100 impianti fotovoltaici presenti in 9 Paesi in Europa, crede nelle potenzialità di quest’area e lo fa con un volume di investimento nel territorio comunale di 70 milioni di euro a lungo termine «perché – aggiunge Danelutti – ci sono tutti i presupposti per lo sviluppo di un futuro Hub energetico per l’accumulo di energia e la produzione di idrogeno verde». L’area del futuro impianto fotovoltaico si estenderebbe per circa 75 ettari, pari all’8% dell’intera area della zona industriale dell’Aussa Corno. Sei i mesi di costruzione del parco solare con ricadute immediate dirette sulle aziende locali (lavori civili per la struttura dell’impianto e logistica) pari a 10 milioni di euro, e indirette – pari a un milione di euro – per le attività di servizi e ristorazione, vista la presenza di oltre 100 persone. «L’investimento – dice Danelutti – è perfettamente in linea gli obiettivi del PNIEC (piano nazionale integrato per l’energia e il clima), il Green New Deal e il PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza). Il primo prevede di raggiungere il 55% di produzione da fonti di energia rinnovabile entro il 2030 e il 100% di produzione di energia rinnovabile entro il 2050. Da ciò la necessità di soddisfare sempre di più queste esigenze e di ridurre le emissioni di CO2». Il risparmio di CO2 sarà di 80 tonnellate annue.—

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