Piazza della Transalpina: tante idee per valorizzarla ma ora servono i turisti

L’assessore alla Cultura Oreti  ricorda: «La Festa della musica  è stata solo il primo passo» L’Infopoint Kit della stazione: «Non è un momento facile»
Bumbaca Gorizia 30.06.2020 Transalpina @Pierluigi Bumbaca fotografo
Bumbaca Gorizia 30.06.2020 Transalpina @Pierluigi Bumbaca fotografo

Alex Pessotto

Quello della valorizzazione della piazza Transalpina è un vecchio discorso. In fondo, trattandosi di uno dei simboli cittadini (e transfrontalieri) più visitati non promuoverla a fini turistici sarebbe certamente sciocco. Il blocco del confine italo-sloveno, tuttavia, aveva interrotto questo percorso che, comunque, sembra essere ripreso con il 21 giugno, quando si è celebrata, come in altre parti d’Italia e d’Europa, la Festa della Musica. «Si tratta di un percorso di valorizzazione dei luoghi simbolo della città e, in quest’ambito, la Transalpina rientra a pieno titolo. Del resto, scattare una fotografia con un piede in Italia e uno in Slovenia, in due Stati a cavallo dell’Europa, sicuramente è un’emozione che può essere vissuta soltanto da noi e su cui vogliamo puntare», afferma, sul punto, l’assessore comunale alla Cultura, Fabrizio Oreti.

Così, qualche giorno prima della Festa della Musica si erano spostate le fioriere ai bordi della piazza, evitando che fosse un “parcheggio a cielo aperto”, come qualcuno l’aveva definita nel periodo del blocco dei confini. «Ma questo è stato soltanto il primo passo che dimostra la nostra volontà di rendere la Transalpina un luogo dall’alto potenziale storico-culturale e soprattutto turistico. Intendiamo valorizzarla al meglio anche nell’ottica della candidatura di Gorizia-Nova Gorica a Capitale Europea della Cultura 2025 - prosegue Oreti -. Ricordo ancora come poco prima del blocco dovuto al Covid-19 i sindaci di Gorizia e Nova Gorica, Rodolfo Ziberna e Klemen Miklavič, assieme al presidente del Gect, Matej Arčon, hanno presentato in conferenza stampa il concorso internazionale di idee per riqualificare la fascia confinaria tra Nova Gorica e Gorizia aperto a tutti gli architetti del mondo. Si tratta di una riqualificazione urbanistica che vede coinvolta la cintura confinaria che parte da Salcano, passa per la Transalpina e giunge a Casa Rossa».

Sulla pagina social del Gect, recentemente sono stati pubblicati i dati relativi al concorso: in 210 si sono registrati per partecipare all’iniziativa. Sarà poi una giuria internazionale a valutare i progetti e a premiare i primi tre classificati. Quindi, i risultati verranno resi noti in primis dal sito del Gect. Anche la mostra inaugurata lo scorso dicembre “Ferrovia Transalpina: un binario per tre popoli lungo l’Isonzo”, curata da Matjaž Marušic e Alessandro Puhali, si inserisce in un’ottica di valorizzazione della piazza. Organizzata dal Gect assieme al Kulturni dom di Nova Gorica e al Punto informativo culturale Kit è allestita nella stazione ferroviaria di Nova Gorica. I 15 pannelli presentano documenti e immagini d’epoca. Dopo il lungo periodo di chiusura della stazione, la mostra ha riaperto come sempre in concomitanza con gli orari della biglietteria della stazione stessa: dalle 7 alle 15 circa, sabato e domenica esclusi, almeno per ora. «Certo, per il turismo non è il migliore dei momenti - afferma Nicola Montemorra del punto informativo Kit -. Di movimento se ne vede poco rispetto agli anni passati. Nel 2019, in questo periodo, non avevamo il tempo materiale per rispondere alle richieste di informazioni dei molti visitatori. Ora, la situazione è diversa». —

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