Son pubblici i 41 mila euro per la ristrutturazione dell’ottica in piazza Unità
Il caso
Un conto da 41.480 euro, autorizzato dalla Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia. È quello che il Comune di Trieste dovrà pagare al Laboratorio ottico Dambrosi per i lavori di restauro e ristrutturazione svolti nel negozio di piazza Unità 4/a, al piano terra del Municipio.
Il foro comunale, situato a fianco dell’Infopoint turistico gestito dalla Pro loco di Trieste, è in dato in concessione dal 28 settembre 2016 al titolare Lorenzo Dambrosi, che era subentrato alla storica impresa Foto Gab (dal nome del fotografo e ottico Roberto Gabrielli), che gestiva lo studio ottico e fotografico di Palazzo Cheba dal 1954, l’anno del ritorno di Trieste all’Italia.
Foto Gab pagava per i locali sulla piazza un canone d’affitto pari a 18.378 euro l’anno. Con la fine dell’attività di Foto Gab il foro commerciale non è cambiato come destinazione d’uso. L’amministrazione comunale ha avvallato nel 2016 la cessione d’azienda all’ottica Dambrosi, che vanta 57 anni di attività alle spalle (il negozio storico si trova in Largo Santorio), per un periodo iniziale di sei anni, con l’indicazione che il negozio venisse adibito all’attività di commercio al dettaglio di materiale di ottica e fotografia.
E così, nei primi mesi del 2017, dopo una ristrutturazione, il negozio ha riaperto i battenti con la nuova insegna. «La sede principale rimarrà quella aperta 55 anni fa da mio padre - spiegò Lorenzo Dambrosi - mentre questa in piazza Unità sarà una vetrina destinata ai turisti».
Solo che la nuova vetrina turistica costerà al Comune locatore molto di più di quanto gli renda il canone di concessione. Una determina di fine anno, firmata dal dirigente del Servizio gestione patrimonio immobiliare Roberto Mezzavilla, ha riconosciuto “la spesa di 41.480 euro sostenuta dal concessionario Lorenzo Dambrosi relativamente ai lavori di restauro dei locali concessi”.
Ovviamente le spese sono documentate da fattura debitamente saldata a fronte di lavori “opportunamente autorizzati dal Comune proprietario e dalla Soprintendenza per i Beni architettonici, per il paesaggio, per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico del Friuli Venezia Giulia».
E anche vero che non si è trattato di ordinaria manutenzione. Il laboratorio ottico Dambrosi ha dovuto “risanare” e “ripristinare” i locali di piazza Unità che non erano stati riconsegnati in ottimo stato.
In realtà c’erano degli affreschi floreali irriconoscibili che rischiavano di scomparire per sempre. «Le opere di restauro - si porta a conoscenza - sono consistite nel recupero dei dipinti floreali di due stanze, in mediocre stato di conservazione, ricoperti da carta da parati, colla, decoesione del colore, velature di pittura a calce ed estese stuccature realizzate grossolanamente».
Oltre a questo c’era l’urgenza di sanare “due crepe estere lungo il soffitto che presentavano difetti di adesione degli strati di intonaco». Il conto finale dell’opera di restauro, presentata al Comune, ha così sforato i 40 mila euro. L’amministrazione l’ha messo in conto attraverso l’alienazione di titoli Hera nell’ambito del Piano triennale delle opere.
Non di tratta però di una spesa a fondo perduto. Il valore del foro di piazza Unità è destinato a crescere e forse pure, scaduti i sei anni, il canone di concessione. «Il valore dell’investimento - si precisa - verrà comunicato per la registrazione dell’incremento del patrimonio dei beni inalienabili ». In piazza Unità 4/a non c’è più solo un locale d’affari, ma un negozio con degli affreschi floreali. —
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