Gup Roma, 'gli antibiotici avrebbero prolungato la vita a Purgatori'

(ANSA) - ROMA, 09 GIU - "La tempestiva terapia antibiotica (omessa e ritardata anche per l'errore di tutti i neuroradiologici) avrebbe prolungato in modo significativo la vita di Andrea Purgatori con un'incidenza frequentista alta, pari all'80% (probabilità statistica)". Lo scrive il gup di Roma Paola Petti nel provvedimento con cui venerdì scorso ha disposto il rinvio a giudizio per quattro medici imputati per la morte del giornalista, avvenuta nel luglio 2023. Per tutti l'accusa contestata dalla Procura di Roma è di omicidio colposo. Il processo prenderà il via il prossimo 12 gennaio. Nel decreto il giudice sottolinea che "nel caso concreto non hanno interagito altri fattori idonei a spiegare in modo alternativo la morte della vittima nei tempi e con le modalità in cui si è verificata". Secondo il gup, inoltre, "non è corretto sostenere che la diagnosi differenziale di endocardite batterica fosse impossibile da formulare per il cardiologo Guido Laudani essendo piuttosto mancato 'il sospetto diagnostico' che avrebbe dovuto essere studiato, per esempio, con l'emocoltura o l'ecografia transesofagea". Nel provvedimento viene inoltre ricordato che le risonanze magnetiche effettuate il 12 e il 16 giugno 2023 nella casa di cura Villa Margherita "avevano costantemente rilevato lesioni ischemiche ed escluso la presenza di secondarismi cerebrali". Esami che, secondo il giudice, "lo stesso Laudani non poteva non conoscere essendo stati fatti durante il ricovero di Andrea Purgatori in tale struttura dove lo stesso imputato era presente come medico curante della vittima e, quindi, in veste di coordinatore". Per il gup, infine, "il compendio probatorio acquisito - che potrà essere utilmente approfondito nella fase dibattimentale - consente di formulare una ragionevole previsione di condanna per tutti gli imputati". (ANSA).
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