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Il riscatto degli under35: si vive bene a Nordest, ma meglio in Fvg. Ecco la classifica delle province

Bolzano, Trento e Gorizia sul podio, Trieste medaglia di legno. Tutte le province del Friuli Venezia Giulia si trovano tra le prime 20, mentre la situazione del Veneto diverge maggiormente con Treviso peggior risultato del Nordest alla 75esima posizione

Annalisa Godi

I dati raccontano sempre qualcosa, nel caso del Nordest dicono che la qualità della vita dei giovani è alta in nove province su 13. Secondo i dati Istat elaborati dal Sole 24 Ore nella sua indagine annuale sulla qualità della vita, Gorizia si trova sul podio, preceduta da Bolzano e Trento, Trieste è quarta.

Nel 2025, Gorizia era in testa, seguita da Bolzano e Cuneo, mentre Trieste è rimasta nella stessa posizione.

Nelle prime 20 posizioni della classifica rientrano anche Udine (13esima), Verona (16esima) e Pordenone (19esima). Le altre province venete occupano posizioni più basse, nell’ordine sono: Belluno (31esima), Padova (33esima), Rovigo (51esima), Vicenza (55esima), Venezia (63esima) e per ultima Treviso (75esima).

Ottime notizie, quindi, per i giovani che vivono in Friuli Venezia Giulia, le cui province si piazzano tutte in ottime posizioni.

Ma andiamo a vedere più nel dettaglio gli indicatori che descrivono la situazione.

Come leggere i dati La classifica misura la qualità della vita dei giovani nelle province italiane attraverso indicatori del Sole 24 Ore elaborati su dati Istat: le fasce d’età cambiano a seconda dell’indicatore considerato. Le posizioni indicano il piazzamento rispetto alle altre province; i dati sulla popolazione 18–35 dal 2019 sono un’elaborazione del Piccolo e Messaggero Veneto su dati Istat.

Gorizia terza tra eccellenze e punti bassi

Per quanto riguarda l’età media al parto, Gorizia è seconda: il primo figlio arriva quando le madri hanno in media 31 anni e mezzo.

Mentre è terza per spettacoli, locali e organizzatori: ce ne sono 347,5 ogni mille giovani Under 35.

Bene anche gli incidenti stradali notturni: il numero di lesioni ogni mille abitanti avvenute tra le 22 e le 6 del mattino rasenta lo zero, collocando la provincia al nono posto.

Una notizia positiva per i giovani che vivono da soli riguarda l’incidenza dell’affitto sul reddito disponibile pro capite: il 17,1% contro il 28,1 nazionale, ponendo la provincia nell’undicesima posizione.

Situazione non rosea per quanto riguarda l’istruzione: Gorizia si colloca al 58esimo posto per numero di laureati: solo il 27,3 % della popolazione tra i 25 e i 39 anni, un dato più basso rispetto alla media del 28,7%. A questo si aggiunge che il 21,8% di chi ha tra i 25 e i 49 anni ha un titolo pari o inferiore alla licenza media. Se guardiamo ai giovani che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet, la percentuale è del 15,6%, collocandosi nella 68esima posizione.

Il peggior indicatore è la trasformazione dei contratti a tempo indeterminato: ogni 1.000 maggiorenni, ci sono 0,1 variazioni contrattuali contro la media nazionale di 0,6. In questo indicatore Gorizia è al 92esimo posto.

Secondo l’elaborazione degli ultimi dati Istat disponibili per il 2026 e realizzata da il Piccolo e Messaggero Veneto, dal 2019 Gorizia ha registrato una crescita della popolazione tra i 18 e i 35 anni del 11,6%.

Trieste, quarta tra i giovani ma prima tra gli anziani

Nella classifica della qualità della vita dei giovani, la provincia giuliana ha consolidato la quarta posizione che detiene dallo scorso anno.

Numerosi gli indicatori in cui eccelle: è seconda per numero di laureati (il 45,9%), è seconda per i servizi del tempo libero che si possono raggiungere a piedi in 15 minuti, stessa posizione per spettacoli, locali e organizzatori (352,6 ogni 1.000 giovani under 35).

Occupa la quinta posizione sia nella partecipazione civile (ci sono 22,3 dipendenti non profit tra i 15 e i 29 anni ogni 1.000 abitanti) e per livelli di bassa istruzione (il 17,3%, sotto il dato nazionale del 24,7%).

Non va molto bene l’indicatore sull’incidenza del canone di locazione sul reddito (76esimo posto): i giovani spendono il 32,7% del loro stipendio per l’affitto, decisamente superiore rispetto alla media nazionale.

L’Università incide sulle condizioni dei giovani sia nel bene che nel male: da una parte contribuisce al grande numero di laureati e alla presenza di persone con un’istruzione superiore. Dall’altra però fa sì che i giovani debbano sacrificare una percentuale importante delle loro entrate mensili per potersi pagare l’affitto.

Se da un lato ci sono posizioni d’eccellenza, dall’altro ci sono grandi cadute: Trieste è ultima (107esima) per numero di amministratori under 40, 100esima per età media al parto (il primo figlio arriva a 33,4 anni) e 91esima per numero di incidenti stradali notturni (ce ne sono 0,2 ogni 10.000 maggiorenni, in linea con il dato nazionale).

Se cambiamo fascia d’età e analizziamo gli anziani, vediamo che Trieste si distingue in tante categorie che contribuiscono ad aumentare la qualità della vita della popolazione Over 65: nell’esposizione all’inquinamento acustico è prima, ovvero nessuno è esposto. Seconda per importo medio di pensioni di vecchiaia ( 25.871,8 euro contro 21.108,8).

Per quanto riguarda la sanità, la classifica parla chiaro: seconda posizione in assistenza domiciliare: gli enti pubblici spendono 154,7 euro per ogni persona da 65 anni in su. Mentre ci sono 51,8 medici specialisti attivi ogni 10.000 abitanti, collocando la provincia al quinto posto.

I due indicatori in cui occupa posizioni critiche sono il trasporto anziani e disabili, con una spesa media degli enti pubblici di un euro per ogni abitante Over 65 (rispetto al dato italiano di 7,5), e l’ultima posizione per numero di persone sole (sono il 49,5% sul totale dei nuclei familiari).

Un dato, quello sulle persone sole, da non sottovalutare, infatti le ricerche sostengono da tempo che la mancanza di interazioni sociali sia una delle cause principali del decadimento delle capacità cognitive negli anziani.

La popolazione nella fascia d’età 18-35 a Trieste è cresciuta del 6% dal 2019.

Udine, numero 13

Un bel balzo in avanti per Udine: se nel 2025 occupava la 44esima posizione, nel 2026 si classifica 13esima.

La provincia occupa ottime posizioni in diversi indicatori, fondamentali nella qualità della vita dei giovani: per quanto riguarda il tasso di istruzione basso, il 16,2% della popolazione tra i 25 e i 49 anni ha un titolo pari o inferiore alla licenza media. Un dato decisamente migliore rispetto a quello italiano del 24,7%, che posiziona Udine al secondo posto.

L’incidenza percentuale dell’affitto sul reddito disponibile pro capite è del 15,5%, collocando la provincia al settimo posto.

Rientra nella top ten, in decima posizione, sia per numero di laureati (il 38,4% della popolazione tra i 25 e i 49 anni), sia per le trasformazioni dei contratti a tempo indeterminato: ci sono 1,4 variazioni contrattuali ogni mille abitanti, mentre il dato italiano è di 0,6.

La situazione risulta critica per altri indicatori: in un territorio a forte vocazione imprenditoriale, solamente il 7% delle imprese registrate sono a nome di Under 35, collocando la provincia all’84esimo posto. Per quanto riguarda i servizi del tempo libero raggiungibili a piedi in 15 minuti, è 86esima: solamente il 19,4% può farlo.

Il dato peggiore registrato da Udine riguarda gli incidenti stradali che avvengono tra le 22 e le 6 e colloca la provincia al 95esimo posto: ogni 10.000 abitanti capitano 0,3 scontri con lesioni, più alto del dato italiano che si attesta allo 0,2.

Dal 2019 al 2026, la popolazione tra i 18 e i 35 anni a Udine è cresciuta dello 0,8%.

Pordenone, tra aree sportive e concerti

Rientra di poco tra i primi 20 della classifica, collocandosi al 19esimo posto. A Pordenone non mancano aree sportive (terza classificata con 46 metri quadrati di aree per residente tra i 18 e i 35 anni) e concerti (110,9 spettacoli ogni 10.000 abitanti della fascia d’età 18-35).

Se si colloca nella parte medio-alta per ben 11 indicatori, sui restanti nove si possono constatare alcune criticità: si colloca al 79esimo posto sia per numero di laureati (24,4%) sia per “amici su cui contare” (i maggiori di 14 anni rappresentano il 73,3% del totale, contro una media italiana del 75%). Per quanto riguarda la soddisfazione sul lavoro, solamente il 7,6% degli occupati tra i 20 e i 34 anni si dichiara soddisfatto, collocandosi all’86esimo posto.

Solo il 18,1% dei residenti tra i 15 e i 49 anni riesce a raggiungere a piedi in 15 minuti i servizi del tempo libero, motivo per cui Pordenone si colloca 95esima. La situazione peggiora ancora dal punto di vista degli amministratori comunali Under 40, che rappresentano solo il 20,7% del totale, occupando il 96esimo posto.

I giovani tra i 18 e i 35 anni a Pordenone sono cresciuti quasi del 5% dal 2019.

Treviso, l’ultima del Nordest

Tocca a Treviso la sfortunata ultima posizione tra le province del Nordest: 75esima nel 2026, una bella caduta rispetto al 55esimo posto del 2025.

Gli indicatori in cui Treviso va meglio sono disoccupazione giovanile (settima con il 4,3%) e trasformazione dei contratti a tempo indeterminato (nona con 1,8 variazioni contrattuali ogni 1.000 maggiorenni).

Su 20 categorie, la provincia si colloca nella metà bassa della classifica in ben 12. Le criticità maggiori le abbiamo sulla percezione della sicurezza: il 41,8% dei maggiori di 14 anni si sente insicuro a camminare da solo nella zona in cui abita (94esima); nell’indicatore sul canone di affitto, questo incide del 40,2% sul reddito dei giovani (95esima); infine ci sono 0,4 incidenti stradali notturni con lesioni ogni 10.000 maggiorenni (98esima).

Per quanto riguarda la crescita della popolazione giovane tra i 18 e i 35 anni, dal 2019 al 2026 si è attestata attorno al 3%.

Il confronto tra Gorizia e Treviso è interessante: il trevigiano si colloca meglio del goriziano per disoccupazione giovanile (rispettivamente il 4,3% contro il 7,7%) e in trasformazione dei contratti a tempo indeterminato (1,8 contro lo 0,1).

Gorizia fa indubbiamente meglio sull’incidenza dell’affitto sui redditi dei giovani (17,1% contro il 40,2 del trevigiano), sull’età media al parto (31,5 anni versus 32,7), sugli spettacoli (347,5 per Gorizia e 163 per Treviso) e sugli incidenti stradali notturni (0,0 contro lo 0,4 del trevigiano).

I dati Istat elaborati dall’indagine del Sole 24 Ore hanno fornito un quadro positivo della qualità della vita dei giovani tra i 18 e i 35 anni in Friuli Venezia Giulia.

D’altra parte le condizioni del Veneto divergono maggiormente: pensiamo alla 16esima posizione di Verona, a poca distanza troviamo Belluno e Padova, mentre Rovigo e Vicenza abitano la metà della classifica, infine Venezia e Treviso sono più vicine a Taranto, ultima in classifica, che a Bolzano.

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