Giornate FAI di Primavera 2026: 18 luoghi aperti in Friuli Venezia Giulia tra storia, arte e paesaggio

Sabato 21 e domenica 22 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera: in regione si potranno visitare 18 luoghi tra Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone, molti dei quali normalmente chiusi al pubblico

Daniela Larocca

Quando si aprono i portoni di un palazzo solitamente chiuso, quando si attraversa il cortile silenzioso di una dimora storica o si entra in un luogo che custodisce secoli di storia, il territorio si racconta in modo diverso. Le Giornate FAI di Primavera nascono proprio con questo spirito: permettere a cittadini e visitatori di riscoprire il patrimonio culturale che spesso passa inosservato nella quotidianità.

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 torna la 34ª edizione della grande iniziativa nazionale promossa dal Fondo per l’Ambiente Italiano. In tutta la Penisola centinaia di luoghi apriranno eccezionalmente al pubblico grazie al lavoro dei volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI, offrendo l’opportunità di conoscere palazzi storici, chiese, siti produttivi, paesaggi e testimonianze della memoria dei territori.

In Friuli Venezia Giulia saranno 18 i luoghi visitabili, distribuiti tra le province di Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone. Un itinerario che attraversa architetture istituzionali, dimore nobiliari, spazi artistici, siti industriali e paesaggi rurali, raccontando la ricchezza culturale della regione attraverso storie, tradizioni e saperi.

A Trieste sarà possibile entrare nei Saloni di rappresentanza della Prefettura, all’interno del Palazzo del Governo affacciato su Piazza Unità d’Italia, ambienti utilizzati per cerimonie ufficiali e caratterizzati da arredi storici, lampadari e decorazioni che raccontano il ruolo istituzionale della città. Sempre nel capoluogo giuliano aprirà Palazzo Vivante, significativo esempio di architettura neoclassica della prima metà dell’Ottocento con uno scenografico scalone monumentale e sale decorate. Visitabile anche la Chiesa greco-ortodossa di San Nicolò, affacciata sul mare lungo le Rive, dove l’interno è dominato da una ricca iconostasi dorata e da preziose icone sacre che testimoniano la presenza storica della comunità greca triestina.

Nel territorio di Udine i visitatori potranno scoprire alcune tra le più importanti dimore storiche cittadine. Tra queste Palazzo Antonini – Mangilli – del Torso, oggi sede del Centro Internazionale di Scienze Meccaniche, che conserva sale decorate e ambienti rappresentativi della tradizione nobiliare udinese. Aprirà anche Palazzo Antonini Stringher, restaurato e oggi sede della Fondazione Friuli, le cui sale raccontano la storia economica e culturale del territorio. A questi si aggiunge Palazzo Antonini Maseri, con soffitti affrescati e ricchi apparati decorativi che testimoniano l’architettura nobiliare tra Sei e Settecento.

Sempre a Udine sarà visitabile l’ex Ospedale Militare, oggi sede della Prefettura, complesso architettonico che conserva un ampio chiostro interno e spazi che raccontano l’evoluzione dell’edificio dalla funzione sanitaria originaria al ruolo amministrativo attuale.

Il viaggio prosegue tra paesaggi e cultura nei Colli Orientali del Friuli, dove sarà possibile visitare Rocca Bernarda, una delle più antiche tenute vitivinicole della regione, immersa tra vigneti e colline. Qui storia, tradizione agricola e produzione del vino si intrecciano con arte e cultura. Sempre nel territorio di Premariacco si sviluppa il percorso “I paesaggi poetici di Carlo V: dove la natura diventa forma”, un itinerario che mette in dialogo ambiente rurale, creatività e riflessione sul paesaggio.

Nel Collio goriziano aprirà le porte Villa Codelli, residenza storica immersa nel paesaggio collinare che racconta la storia dell’aristocrazia locale e il rapporto tra architettura e tradizione agricola.

Il borgo di Polcenigo, in provincia di Pordenone, sarà protagonista con diverse aperture. Tra queste Palazzetto Diana Santarossa, dimora storica restaurata e arredata con mobili d’epoca che ricreano l’atmosfera di una casa signorile del passato. Saranno visitabili anche Palazzo Scolari Salice, edificio seicentesco con portico in pietra e giardino all’italiana ottocentesco, e Palazzo Zaro, caratterizzato dalla lunga facciata scandita da finestre ad arco e da una elegante trifora centrale.

Sempre nel territorio di Polcenigo sarà possibile scoprire il Mulino Faletti Sanchini, antico complesso produttivo documentato già nel XV secolo lungo il corso del Gorgazzetto, nato come follo da panni per la lavorazione della lana e successivamente trasformato in segheria e mulino idraulico.

A Pordenone aprirà inoltre l’Ospitale dei Battuti, antica istituzione assistenziale fondata dalle confraternite laiche che nel Medioevo offrivano cura e ospitalità a poveri e pellegrini. Nella città sarà visitabile anche la mostra “Tino Piazza – Una vita tra immagini e opere”, che ripercorre il percorso creativo dell’artista attraverso immagini, materiali e opere.

Tra le aperture più contemporanee figura l’impianto termoelettrico Edison di Torviscosa, realtà significativa nel panorama energetico regionale che permetterà ai visitatori di conoscere il funzionamento della centrale e il suo ruolo nello sviluppo industriale del territorio.

Infine, in Carnia, sarà possibile visitare Carnica Arte Tessile, laboratorio e centro dedicato alla valorizzazione della tradizione tessile alpina, dove antiche tecniche di lavorazione vengono conservate, studiate e reinterpretate attraverso attività di ricerca e produzione.

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