Il fiuto della speranza tra le macerie: a Visco gli eroi a quattro zampe che salvano vite con un balzo

Siamo stati tra i resti dei crolli con il Nucleo cinofilo dei Vigili del Fuoco. qui dove si addestrano da tutta la regione: il gioco, le ricompense e quel legame indissolubile tra conduttore e cane che trasforma un addestramento in una missione di salvezza

Elisa Michellut

C’è un silenzio innaturale che avvolge le macerie di Visco, un silenzio fatto di polvere, cemento spezzato e attesa. In quell’ammasso informe di detriti, dove l’occhio umano si arrende, inizia il lavoro del cuore e del fiuto. Non sono solo numeri o procedure: sono code che fremono, zampe che non temono il vuoto e sguardi che cercano, oltre il buio delle cavità, un segno di vita.

Per le unità cinofile dei Vigili del Fuoco del Friuli Venezia Giulia, l’addestramento non è mai un semplice esercizio, ma la promessa solenne di non lasciare nessuno indietro. Tra un conduttore e il suo cane scorre un filo invisibile fatto di silenzi e complicità, un legame così profondo che trasforma il gioco in salvezza e un abbaio nel suono più dolce del mondo: quello della speranza che rinasce.

Cosa succede nel campo

Lamù, sguardo attento e fiuto infallibile, s’inerpica tra le macerie alla ricerca della persona dispersa. La trova in pochi minuti. Si posiziona nel punto esatto del ritrovamento e con un balzo, senza alcuna esitazione, raggiunge l’infortunato all’interno della cavità. Inizia ad abbaiare e poco dopo arrivano i soccorritori. Il disperso è stato ritrovato.

Tra macerie e muri che si sgretolano, i vigili del fuoco del Nucleo cinofilo regionale del Friuli Venezia Giulia hanno organizzato una sessione di addestramento all’interno del campo macerie di Visco, gestito dall’associazione addestramento cani da catastrofe (Acdc), specializzata nella formazione di unità cinofile per la ricerca di persone scomparse su macerie e in superficie.

Eccoli schierati, cani e conduttori: insieme riescono a salvare vite
Eccoli schierati, cani e conduttori: insieme riescono a salvare vite

Quattro i cani protagonisti dell’addestramento, durante il quale è stata simulata la ricerca di una persona dispersa sotto le macerie: Lamù, 10 anni, Australian Shepherd, con il conduttore Andrea Leban, coordinatore del Nucleo cinofili, in servizio al comando di Gorizia, Freja, 5 anni, Border Collie, con Davide Rossi, in servizio a Gorizia, Maya, 6 anni, Labrador, con Enrico Furlan, in servizio a Udine, e Nikita, 9 anni, Labrador, assieme a Marco Tomasella, in servizio a Gorizia.

Completano il Nucleo cinofilo Davide Del Santo, in servizio a Udine, con Spike, Border Collie, Armando Parisi, in servizio a Pordenone, con Luky, Australian Shepherd, e Sabino De Francesco del comando di Pordenone con Rurik, maschio Malinois.

Il personale operativo dei vigili del fuoco dispone di unità cinofile, incardinate nelle Direzioni regionali, che operano su tutto il territorio. «L’utilizzo di cani addestrati allo scopo, permette di ridurre i tempi di ritrovamento, specialmente in zone difficilmente esplorabili, aumentando le probabilità di salvare i dispersi – spiega Andrea Leban–. I metodi utilizzati per l’addestramento non sono mai coercitivi. Il gioco e il cibo sono le ricompense per il lavoro svolto».

Il cane è considerato un compagno fedele con il quale condividere emozioni, soddisfazioni e sacrifici

Il legame tra cane e conduttore

Il rapporto tra animale e conduttore diventa un legame così forte che non può essere spezzato. Il cane vive ogni momento come occasione per ricevere affetto e attenzioni, il che lo spinge a svolgere il suo compito al meglio. «Il nucleo cinofilo del Fvg è un’eccellenza – le parole di Ezio Rojc della Direzione regionale dei vigili del fuoco –. Interviene una settantina di volte l’anno non solo nelle calamità ma anche in caso di crolli o ricerca persone. Questa compagine, come quelle specialistiche, può intervenire su tutto il territorio nazionale ed è inserita nella colonna mobile del Fvg».

Gli allenamenti non si fermano mai, come conferma Stefano Zorba, tecnico di addestramento Acdc, «e i cani imparano a discriminare gli odori e a cercare le persone sotto le macerie o nelle aree boschive utilizzando metodi basati sul gioco per motivarli». L’esercitazione si è conclusa. Noi, nelle vesti di figuranti, ci siamo nascosti tra le macerie aspettando di essere trovati dagli angeli a quattro zampe. È stato un momento che ha sottolineato non solo l’importanza strategica delle unità cinofile all’interno dell’architettura operativa del Corpo Nazionale ma anche un’occasione per mettere in luce il coraggio, la dedizione e la fedeltà che fanno di questi eroi a quattro zampe un simbolo di speranza.

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