Secessione dalla Bosnia: «Milioni per convincere Israele e Arabia Saudita»
Ancora bufera sul leader della Rs Dodik e i soldi ai lobbisti: nuovi documenti del Dipartimento di Giustizia americano svelati dal magazine Fokus

Non solo centinaia di migliaia di dollari usati per assoldare due consiglieri di Trump in vista delle elezioni generali in Bosnia, come emerso nei giorni scorsi, senza dimenticare altri soldi pubblici spesi in passato per attività di lobbying a Washington, con l’obiettivo di arrivare alla cancellazione delle sanzioni Usa nei suoi confronti.
Ma anche la bellezza di 4 milioni di dollari previsti da un contratto, almeno tre dei quali già versati, per convincere potenze come Israele e Arabia Saudita, oltre agli Stati Uniti, della “bontà” dell’idea della secessione.
Si allarga sempre più il potenziale scandalo delle attività di lobby messe in atto dalla Republika Srpska, l’entità politica dei serbi di Bosnia, dove – malgrado l’ineleggibilità – continua a farla da padrone l’ex presidente nazionalista e filorusso, Milorad Dodik.
Republika Srpska dove non sarebbe stato archiviato il sogno malsano dell’indipendenza dal resto della Bosnia. Lo suggeriscono nuovi documenti ufficiali, resi pubblici sul portale del “Foreign Agents Registration Act” (Fara) del Dipartimento di Giustizia americano, ha svelato un’inchiesta del magazine Fokus.
Tutto inizia con un contratto che la Rs ha siglato nel settembre del 2025, attraverso il suo rappresentante diplomatico a Vienna, Mladen Filipović, con l’agenzia di lobbying canadese Dickens & Madson (D&M). L’esistenza del contratto e di alcuni allegati era già nota, ma ora un “supplemental statement”, una dichiarazione supplementare siglata in estate, getta ulteriori ombre sull’affare.
Quale, il problema? Nella dichiarazione, è stato messo nero su bianco che la D&M è stata lautamente pagata anche per «rappresentare la Republika Srpska e il suo obiettivo di ottenere l’indipendenza dalla Bosnia-Erzegovina». Di questo i lobbisti sostengono di aver discusso con «il gabinetto del principe ereditario dell’Arabia Saudita e con quello del presidente d’Israele». Ed «entrambi» i governi, un’altra bomba, sarebbero «interessati all’indipendenza» dei serbi di Bosnia.
La società canadese ha sostenuto inoltre che Israele e Arabia Saudita avrebbero già promosso gli interessi della Rs a Washington. E che intendano affrontare con gli Usa anche la questione dell’indipendenza.
In precedenza, quando solo il contratto era stato reso pubblico, era emerso che fra i compiti affidati alla Dickens & Madson c’era anche quello di lavorare ai fianchi non solo figure autorevoli di Onu, Usa e Ue, ma anche esponenti del potere esecutivo «in Israele e Arabia Saudita». Fra gli obiettivi, «il rafforzamento della posizione della Republika Srpska, con Milorad Dodik come suo presidente», malgrado questi sia stato destituito dopo una condanna a un anno di reclusione e sei anni di interdizione dai pubblici uffici.
Attività lobbistiche, pagate con denaro pubblico, che sono illegali, aveva stabilito già la Consulta di Sarajevo. E sono «dannose» sia per la Bosnia sia per gli Usa, ha ammonito la presidente uscente del partito bosniaco Naša Stranka, Sabina Ćudić. Ancor più duro il ministro degli Esteri, Elmedin Konaković. Che ha inviato 15 lettere ad alti funzionari Usa, tra cui il Segretario di Stato, Marco Rubio.
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