Due pescatori di frodo trovati con oltre 3 mila ricci: arrestati in Croazia
I due uomini sono stati colti in flagrante con migliaia di echinodermi sistemati in sette contenitori di plastica e pronti a essere distribuiti in Italia

Hanno lavorato in mare per ore, ignari di essere osservati dalla gente del posto. Che li ha denunciati alla polizia, prontamente entrata in azione per fermare quella coppia di pescatori di frodo, uno di 59 anni e l’altro di 35, in possesso di ben 3.222 esemplari di ricci di mare (Paracentrotus lividus), prelevati in modo illegale nelle acque di Puntamica, a Zara.
I due uomini sono stati colti in flagrante con migliaia di echinodermi sistemati in sette contenitori di plastica e pronti a essere distribuiti su qualche mercato ricettivo, molto probabilmente in Italia. Come risaputo, i ricci marini – ricercati per la prelibatezza delle loro gonadi – non sono mai entrati nella cultura gastronomica di istriani, dalmati e quarnerini e quindi il loro consumo è men che minimo lungo le coste orientali dell’Adriatico. Non così invece in Italia, dove il frutto marino (ma succede anche in Francia o in Giappone) raggiunge costi molto elevati.
La portavoce della Questura di Zara, Ivana Grbin, ha confermato l’arresto dei due pescatori, nei confronti dei quali è stata inoltrata denuncia penale per violazione della legge sulla salvaguardia ambientale. Rischiano una pena detentiva o comunque una multa da capogiro. «I ricci sequestrati – ha precisato la portavoce – sono stati reintrodotti nel loro ambiente naturale, nel mare, cosicché il danno all’ambiente può essere considerato insignificante. I controlli delle forze dell’ordine vanno avanti, con locali e turisti invitati a comportarsi in modo coscienzioso, per non alterare l’ecosistema marino. I due pescatori di frodo sono stati denunciati alla Procura statale di Zara».
Grbin ha ricordato che negli ultimi anni i sequestri di ricci pescati in modo abusivo sono stati abbastanza numerosi, citando il caso del 2023 nel Canale di Pasman, dove la polizia aveva bloccato un individuo con 1.590 esemplari. Oltre ai “tradizionali” prelievi di datteri di mare, negli ultimi tempi gli sforzi degli abusivi sono concentrati pure sui cetrioli di mare e sulle pinne nobilis, tutti animali (oltre ai ricci) tutelati dalle leggi croate.
Stando a quanto rilevato da Grbin, nel 2019 in località Ljupče due sub erano stati pizzicati con 202 chili di oloturie, raccolti nel periodo di fermo biologico per questa specie. Altro sequestro considerevole nel 2021 nelle acque di Rovanjska, alle spalle di Zara, dove gli agenti della Polizia marittima avevano fermato un uomo con 148 chili di cetrioli di mare.
Nel luglio 2024, nei pressi dell’isola di Pasman, le forze dell’ordine avevano scoperto tre esemplari di nacchere (Pinne nobilis) sull’imbarcazione di un 55enne. Questo mollusco bivalve, il più grande nel Mediterraneo, severamente protetto dalla legge, è ormai rarissimo in Adriatico perché massacrato da un protozoo parassita.
Tornando ai ricci, la loro pesca è consentita se si è in possesso di regolare licenza di concessione, rilasciata dal ministero croato dell’Economia ad aziende registrate in Croazia. La durata del permesso è di tre anni e consente il prelievo giornaliero per un massimo di 300 chili.
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