Mladić, la famiglia accusa l’Aja: «Lo hanno ucciso con gli oppiacei». E Vučić non ci sarà al funerale
Durissimi i parenti del criminale di guerra: «Omicidio de facto». Il presidente serbo lascia intendere che non sarà presente lunedì: «C’è la visita del capo di Stato dell’Uzbekistan»

Ancora giallo fitto sulle modalità dei funerali – a cui, segnale indiretto ma pesante, non dovrebbe presenziare Vučić. Ma anche gravissime imputazioni contro la giustizia internazionale. Continua a tenere inevitabilmente banco, in Serbia, la morte di Ratko Mladić. E giovedì, dopo il rientro della salma a Belgrado, tutti i fari erano puntati sulla famiglia Mladić, che aveva annunciato una conferenza stampa per dare dettagli sulle esequie e chiarimenti sulle circostanze del decesso.
Conferenza stampa che si è trasformata subito in un esplicito j’accuse contro il Meccanismo residuale Onu (Mict), l’erede del Tribunale per l’ex Jugoslavia. «Il generale Mladić è stato ucciso dal Tribunale dell’Aja davanti ai miei occhi, questa è la posizione della famiglia, lo hanno imbottito di oppiacei che poi l’hanno portato alla morte», ha attaccato Darko Mladić, affiancato dal ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujić, da Ognjen Gudelj, medico e membro del team sanitario del condannato e dall’avvocato difensore dell’ex generale, Dragan Ivetić.
«Mio padre ha trovato buone condizioni “tecniche”» nell’ospedale della prigione, leggi una struttura senz’altro adatta per ospitare un carcerato in pessime condizioni di salute, «ma non ha avuto cure adeguate», ha spiegato il figlio. «Dopo tanti anni di cure a Mladić devo dire la verità: Mladić è stato ucciso dal tribunale dell’Aja, a causa dell’inazione del personale medico», di cure inadeguate e medicine sbagliate. Si è trattato di «un omicidio de facto», la posizione di Gudelj.
Mladić sarebbe stato sedato con un potente analgesico, l’oppioide sintetico Fentanyl, ha sostenuto il medico, aggiungendo invece che altri farmaci salvavita non gli sarebbero stati somministrati.
E i funerali? Darko Mladić ha confermato precedenti indiscrezioni. Sabato «alle 12 al Dom Vojske ci sarà la commemorazione», in una «piccola sala» che può contenere solo 300 persone. I funerali «di mio padre si terranno lunedì, la salma sarà esposta nella Chiesa di San Luca dalle 7, l’inumazione al cimitero di Topčider è prevista intorno alle 13-14», ha detto. «Ci aspettiamo un gran numero di persone» e dunque «vorrei che i funerali si svolgessero in modo sereno, senza tensioni e provocazioni» o «tentativi di impedire» le cerimonie.
Certamente «c’è un grande interesse dei veterani e dell’intero popolo serbo-bosniaco» per i funerali, ma anche all’estero, ha confermato Darko Mladic. Tanto che «verrà gente dall’Australia, dall’America», ha aggiunto, rafforzando le previsioni di Vučić su «decine di migliaia» di persone in arrivo a Belgrado per le esequie.
Il ministro Vujić, su cui tutti gli occhi erano puntati, ha scelto invece di tergiversare, incalzato sulla questione degli onori da tributare a Mladić ai funerali. Senza rispondere nel merito o tornare sulla questione, ha ribadito che ogni decisione rimane «in mano alla famiglia», che ha auspicato che i funerali si svolgano in modo pacifico, dignitoso e sicuro.
Funerali ai quali ci sarà almeno un convitato di pietra. Vučić ha infatti lasciato intendere che non parteciperà. Lunedì e martedì, ha spiegato il presidente serbo, «ho per tutta la giornata la visita ufficiale del presidente dell’Uzbekistan, fissata quattro mesi fa». Ma ha assicurato, sul fronte esequie, di «aver fatto tutto ciò che era necessario e possibile perché esse si svolgano in modo dignitoso, serio e responsabile. È tutto ciò che posso dirvi».
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