Il ponte di Pasqua in Croazia alla prova della crisi globale
Attesi 170 mila vacanzieri per 550 mila notti: «Tutto pronto in vista dell’estate». Ma gli operatori del settore segnalano disdette da Asia, Stati Uniti ed Europa

Segnali complessivamente positivi per il ponte pasquale in Croazia, soprattutto lungo la costa adriatica a conferma della resilienza del comparto nel contesto della situazione geopolitica complessa a livello mondiale. Il presidente dell’Associazione croata del turismo Veljko Ostojić afferma che è atteso l’arrivo di 170 mila vacanzieri, per un totale di 550 mila soggiorni, numeri che ricalcano quelli delle annate 2024 e 2023.
«Ci sono state però diverse cancellazioni – ha dichiarato Ostojić alla stampa – da parte dei vacanzieri provenienti da Asia e Stati Uniti considerate le turbolenze agli scali aerei di Doha e Dubai. Si registra pure un leggero calo dalla Germania, Austria, Regno Unito e Paesi Bassi: ad ogni modo la situazione non è drammatica per cui siamo cautamente ottimisti».
Ostojić aggiunge che malgrado tutto sono apprezzabili i risultati di un lavoro strategico pluriennale che punta punta a destagionalizzare i flussi turistici e a rafforzare la competitività della Croazia anche nei mesi primaverili. Un obiettivo sempre più concreto, sostenuto anche dall’aumento dei collegamenti aerei e dalla promozione mirata sui mercati di prossimità.
In Istria, località come Rovigno, Parenzo e Pola si preparano ad accogliere flussi significativi, grazie anche a eventi, offerte enogastronomiche e alla crescente attrattività del turismo attivo. Analogo scenario nel Quarnero, dove centri come Abbazia, Lussino e l’isola di Veglia puntano su un mix di benessere, natura e tradizione per intercettare i visitatori, soprattutto provenienti da Italia, Austria, Slovenia e Germania.
Le festività pasquali confermano il loro ruolo di banco di prova per l’avvio della stagione turistica in Croazia, con segnali complessivamente positivi soprattutto lungo la costa adriatica. In particolare, Istria e Quarnero si confermano tra le destinazioni più richieste, grazie alla vicinanza ai mercati tradizionali e a un’offerta sempre più strutturata anche fuori stagione.
Intanto secondo i dati della Banca nazionale croata, nel 2025 i ricavi derivanti dai turisti stranieri hanno raggiunto i 15 miliardi e 298 milioni di euro, il 2 % in più rispetto al 2024. Per il ministro del turismo Tonči Glavina si tratta si un trend positivo che dovrebbe proseguire pure nell’anno in corso: «Tuttavia nel contesto globale segnato da incertezze e sfide, bisogna andare assolutamente cauti nel formulare previsioni precise sull’andamento dell’intera stagione turistica per il 2026». —
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