A Rovigno prende forma la nuova diga foranea: creerà 200 posti barca

In corso la costruzione in pietra del frangiflutti di 130 metri. Il materiale arriva dalla cava di Montepozzo via chiatta

Valmer Cusma
In costruzione la nuova diga (rovinj.hr)
In costruzione la nuova diga (rovinj.hr)

A Rovigno, sulla banchina del porto cittadino di Valdibora, sono in corso le operazioni di carico di pietrame frantumato destinato alla costruzione del frangiflutti settentrionale dell’isola di Santa Caterina. È un’opera da tempo annunciata, pensata come protezione dalle violente mareggiate causate dal vento di ponente che rappresentano un vero incubo per i proprietari delle imbarcazioni ormeggiate.

Il progetto consentirà inoltre di alleviare la carenza di posti barca a Rovigno con circa 200 nuovi ormeggi. «Le squadre operative della società spalatina Pomgrad, impegnate nella costruzione della diga – ha spiegato al portale Istarski.hr il direttore dell’Autorità portuale di Rovigno Rudolf Marić – stanno trasferendo il pietrame lungo il tracciato previsto dal progetto. In alcuni punti il terrapieno ha già raggiunto i due metri sopra il livello del mare. Una volta trasportate le quantità necessarie, il materiale verrà livellato e compattato, dopodiché verranno collocate con precisione e ancorate tre file di prefabbricati in cemento, che emergeranno per 2,6 metri sopra il livello del mare, praticamente la stessa altezza del Molo Grande costruito in epoca austro-ungarica». Marić ha aggiunto che sul lato esposto al mare verrà installata una scogliera artificiale destinata a proteggere l’intera struttura dall’impatto delle onde più forti.

Il frangiflutti avrà una lunghezza complessiva di 130 metri, mentre la scogliera si estenderà per ulteriori venti metri circa. I primi trenta metri, a partire dall’isola, saranno realizzati sotto forma di ponte. Questa soluzione consentirà la creazione di un’apertura di circa 60 metri quadrati che permetterà la circolazione naturale dell’acqua, grazie alle correnti e al movimento di maree e riflussi, garantendo così il ricambio idrico dell’intero bacino portuale. Il pietrame utilizzato proviene dalla cava di Montepozzo, situata nella parte nord-occidentale di Rovigno. Ogni giorno vengono trasportate verso l’isola di Santa Caterina tra le 600 e le 700 tonnellate di materiale. Le chiatte utilizzate per il trasferimento hanno una grande capacità di carico, motivo per cui le operazioni di trasporto vengono effettuate quando si accumula una quantità sufficiente di pietra.

Per l’Autorità portuale e per la Città di Rovigno l’aspetto più rilevante è che l’intero progetto, del valore di otto milioni di euro, viene finanziato attraverso fondi europei. Normalmente le comunità locali partecipano a investimenti di questo tipo con una quota pari al 15%, ma in questo caso il finanziamento è coperto integralmente. —

 

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