Firmata l’intesa a Lubiana: ossigeno a Rtv Capodistria
Stanziati 11 milioni di euro per i programmi in lingua italiana e ungherese

Firmato il contratto tra Rtv Slovenia e l’Ufficio governativo per le nazionalità sul finanziamento vincolato dei programmi per le comunità nazionali italiana e ungherese, sicuramente un passo importante per il futuro di Radio e Tv Capodistria. L’accordo riguarda quasi 11 milioni di euro e dovrebbe garantire maggiore stabilità alle redazioni in lingua italiana, dopo un periodo durante il quale erano emerse preoccupazioni sulla certezza dei finanziamenti e sulla continuità della programmazione.
La firma chiude una fase delicata, ma non esaurisce le questioni aperte. Per la Comunità nazionale italiana, l’informazione nella propria lingua non è soltanto un servizio pubblico: è uno strumento essenziale per preservare l’identità, trasmettere la memoria collettiva, mantenere vivo il legame con il territorio e assicurare la presenza della comunità nella società contemporanea. Insieme alla scuola italiana, i mezzi d’informazione costituiscono uno dei pilastri fondamentali della sua sopravvivenza in Croazia e Slovenia. Senza redazioni adeguatamente attrezzate e senza un sistema scolastico capace di formare le nuove generazioni, il rischio è quello di indebolire progressivamente l’uso della lingua e il senso di appartenenza.
A sottolineare il valore dell’accordo è Gregor Perič, direttore dell’Ufficio governativo per le nazionalità. Il contratto, ha spiegato, offre maggiori garanzie sull’impiego delle risorse pubbliche e consente di verificarne la destinazione ai programmi delle due comunità. Soddisfazione è stata espressa anche da Felice Ziza, deputato della Comunità nazionale italiana al Parlamento sloveno da noi raggiunto, che invita tuttavia a mantenere alta l’attenzione. «Le priorità», dice, «sono il rafforzamento degli organici giornalistici e tecnici e la certezza che i fondi vengano utilizzati esclusivamente per Radio e Tv Capodistria».
Il parlamentare ricorda che, in passato, situazioni apparentemente rassicuranti non sempre si sono tradotte in risultati concreti per la comunità. Per questo, il controllo delle spese e nuove assunzioni rappresentano condizioni indispensabili per guardare al futuro. Sulla stessa linea David Runco, facente funzione di vicedirettore di Rtv Slovenia per i programmi in lingua italiana, secondo il quale l’accordo contribuisce a consolidare il personale e a sviluppare la produzione radiofonica e televisiva, in un momento finanziariamente difficile per l’ente pubblico.
La firma offre dunque una boccata d’ossigeno, ma la sfida resta quella di trasformare le garanzie finanziarie in un progetto duraturo. Infine, una considerazione: a conti fatti l’informazione radiotelevisiva italiana in Slovenia è anni luce avanti rispetto alla realtà croata dove nel servizio pubblico in pratica non esistono redazioni italiane e dove tutto è fermo agli anni ’60 dello scorso secolo.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








