Gli studenti serbi adesso chiedono le prime dimissioni: «Via i vertici di polizia e magistratura»
Chiesta trasparenza totale e dati pubblici su colossi pubblici nazionali e progetti infrastrutturali ed edilizi da sempre controversi. La presidente Brnabić: «Dittatura dei plenum»

La settimana di fuoco in Serbia è iniziata con il trionfo degli Studenti alle urne domenica, è proseguita con feste, primi passi, tensioni, polemiche. E ora si sta chiudendo col botto: ancora prima di salire al governo, la Studentska Lista chiede dimissioni e licenziamenti dei massimi vertici di polizia, servizi segreti, magistratura.
E chiede trasparenza totale e dati pubblici sullo stato di salute di importanti colossi pubblici nazionali e su progetti infrastrutturali ed edilizi da sempre controversi. Il tutto, affiancato da un appello a potenziali informatori perché rompano il silenzio svelando cosa sta accadendo nei palazzi del potere in questi giorni-chiave.
La richiesta è stata letta a Belgrado in piazza, nell’ex Ćacilend (l’accampamento dei pro-Vučić) ora tornato Pionirski park, da alcuni rappresentanti della Studentska Lista. Serve pulizia prima che si insedi il nuovo Parlamento e prima che l’esecutivo monocolore degli Studenti salga al potere, hanno specificato. Da qui la perentoria richiesta di dimissioni o licenziamento «immediato» di alcune discusse figure.
Tra queste, ha elencato la candidata della Sl Svetlana Stanarević, ci sono il capo della Direzione della Polizia criminale Marko Kričak, il comandante della Gendarmeria Radoslav Repac, l’attuale comandante dell'Unità speciale antiterrorismo Igor Žmirić, il capo del dipartimento di polizia di Valjevo, Vladimir Jerinić, il capo della Direzione tecnica Goran Colić; nonché altri funzionari del ministero degli Interni che avrebbero infranto la legge e usato il pugno duro durante le proteste. Nel mirino degli Studenti anche il direttore della polizia Dragan Vasiljević, che avrebbe «violato in modo drastico tutti i principi etici e legali a cui la sua posizione lo obbliga».
Gli Studenti puntano in alto, dopo la vittoria elettorale. Hanno infatti richiesto – ma per ora può essere solo una moral suasion – anche le dimissioni dei vertici della Bia, il servizio di sicurezza che ai tempi dell’ex presidente e ora candidato premier sconfitto Aleksandar Vučić non ha lavorato per proteggere lo Stato «bensì un partito», l’Sns dello stesso Vučić al potere da 14 anni; e per perseguitare «i dissidenti».
Dovrebbe poi lasciare la poltrona secondo la Lista anche il numero uno dell’Agenzia per la sicurezza militare, Djuro Jovanić. E il controverso presidente della Consulta, Vladan Petrov, ritenuto vicinissimo all’Sns e parziale.
Sul fronte della magistratura, la Lista ha chiesto anche le dimissioni di Nenad Stefanović e Miodrag Marković, figure di vertice della Procura superiore di Belgrado, sollecitando inoltre accertamenti su loro eventuali responsabilità penali.
Jovan Vujičić, anch'egli candidato della Lista Studentesca, ha invece rivolto un appello al Procuratore generale affinché le Procure lavorino, prima dell’insediamento del governo, su casi delicatissimi, come quello della tragedia alla stazione di Novi Sad o quello del Generalštab-Trump Tower.
Ma anche su vecchi casi, come l’omicidio del politico serbo del Kosovo Oliver Ivanović, o le demolizioni effettuate nell’area di Savamala, a Belgrado, per far spazio al quartiere chic denominato Belgrado sull’acqua.
E mentre la Tv pubblica Rts cambia i suoi vertici dopo una serie di dimissioni di figure apicali, gli Studenti non si accontentano. Mirjana Nikolić, sempre della Lista, ha chiesto così anche la partenza «del vicedirettore generale Dejan Jovanović». E mentre si attendono i risultati definitivi del voto, serve trasparenza totale «nelle istituzioni pubbliche: ministeri, imprese pubbliche, Eps», l’Enel serba e «fondi statali, comprese le finanze, i contratti, gli appalti pubblici e gli obblighi assunti», ha fatto eco lo studente Filip Ubović.
Nel frattempo, bisogna evitare che siano distrutte carte ed eventuali prove: e la Procura generale ha accolto l’appello ordinando ai procuratori di vigilare. Gli Studenti hanno chiesto a chi sa e vuole parlare e aiutare il nuovo corso in Serbia di scrivere all’indirizzo uzbunjivaci@studenti.org.rs, denunciando eventuali pagamenti sospetti e distruzione di carte. E sul portale raspadsistema.com si può invece seguire in tempo reale «dimissioni, denunce e arresti».
La Serbia va verso una «dittatura dei plenum», è stata la replica della presidente ad interim Ana Brnabić alto esponente dell’Sns. Gli Studenti ordinano ai procuratori «su cosa indagare», ha fatto eco Vladimir Đukanović, sempre del partito di Vučić.
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