Nella comunità italiana elezioni senza sorprese: aspiranti unici ai vertici

Ai vertici arrivano il fiumano Corva e Demarin da Sissano, entrambi avevano già cariche nell’Ui: il voto si è tenuto domenica, affluenza stimata al 18,5%

Andrea Marsanich
Le operazioni di voto alla comunità italiana di Abbazia
Le operazioni di voto alla comunità italiana di Abbazia

La comunità degli italiani rimasti, sebbene non accorsa numerosa alle urne – le prime stime sono di un’affluenza del 18% –, ha scelto i nomi che la rappresenteranno nel prossimo quadriennio. Domenica, i connazionali che vivono in Istria, Quarnero, Dalmazia e Slavonia sono andati al voto per eleggere i vertici dell’organizzazione apicale, l’Unione italiana, il suo parlamento, come pure le assemblee di 52 comunità.

I vertici

Va subito detto che il fiumano Marin Corva è il nuovo presidente dell’Unione italiana e subentra a Maurizio Tremul, storico leader in sella da oltre 30 anni, mentre l’incarico di capo della giunta esecutiva Ui (il governo della comunità) sarà ricoperto da Paolo Demarin di Sissano, che finora era stato presidente dell’assemblea Ui.

Demarin andrà a sostituire proprio Corva, in carica per due mandati, vale a dire otto anni. Tornando subito a Tremul, va detto che l’ex presidente Ui si è accontentato del posto di consigliere della comunità degli italiani di Bertocchi (Slovenia), in seno all’Ui.

Corva e Demarin, va precisato, erano candidati unici ai rispettivi ruoli e forse anche questo ha un po’ demotivato i connazionali a recarsi al voto.

Per la prima volta nella storia dell’Ui, gli unici nomi in lizza per i due massimi incarichi hanno riguardato candidati residenti in Croazia. Nessuno tra i domiciliati in Slovenia ha voluto candidarsi a queste cariche, ma è certo che tra i dieci eletti al parlamentino Ui – cittadini sloveni – uno di questi verrà eletto quale presidente dell’Assemblea comunitaria. Per ridare un certo equilibrio lassù in vetta nella massima organizzazione della comunità nazionale italiana che vive in Croazia e Slovenia.

Sin da principio, come confermato dalla Commissione elettorale centrale presieduta da Tiziana Paris di Fasana, si sapevano i nomi di 43 consiglieri su 76 dell’assemblea Ui. Infatti, in 37 sodalizi dei connazionali il numero di candidati era pari a quello di seggi da distribuire nel parlamentino Ui. Anche quattro anni fa, i candidati sicuri di poter guadagnarsi un posto nell’assemblea Ui erano 43.

L’affluenza

L’affluenza alle urne: in base a risultati ancora ufficiosi, ma vicinissimi a quelli ufficiali, gli aventi diritto erano 28.000, con 5.236 connazionali che hanno voluto partecipare attivamente alle elezioni, il 18,57%. Quattro anni fa tale numero si era attestato sul 17,69%. C’è stato dunque un piccolo aumento, non comunque incoraggiante dopo i reiterati appelli a recarsi alle urne.

A deludere maggiormente sotto questo aspetto sono state le due comunità maggiori, Pola e Fiume, con rispettivamente 4.462 e 3.827 aventi diritto. Entrambe hanno avuto una partecipazione che non ha superato il 6,7%.

L’assemblea

A rappresentare Fiume all’Assemblea Ui saranno Enea Dessardo, Elvio Baccarini, Gloria Tijan, Flavio Cossetto, Sandro Vrancich e Mauro Graziani.

A Pola spazio a Debora Radolović, Liana Diković, Sebastian Stell, Ervino Quarantotto, Vanessa Šljukić Bratulich e Ardemio Zimolo.

A Rovigno si sono imposti David Modrušan, Matteo Tromba, Marina Ferro Damuggia e Izidora Verdik, a Pirano David Modrušan, Matteo Tromba, Marina Ferro Damuggia e Izidora Verdik.

 

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