"No ai rifiuti nei forni di Valmazzinghi": l'Istria si mobilita per difendere ambiente e salute
Timori nell'Albonese per la decisione dell'esecutivo croato. L'appello delle forze politiche locali alla multinazionale affinché rinunci volontariamente al progetto

Quella di lunedì 21 settembre si preannuncia come una giornata cruciale per il futuro ambientale della penisola istriana. L’Assemblea regionale è stata convocata d’urgenza a Pisino, capoluogo amministrativo dell’Istria, dal suo presidente Valter Flego con un unico, straordinario punto all’ordine del giorno: il dibattito e le relative conclusioni sulla recente decisione del governo di Zagabria di trasferire una parte dei rifiuti provenienti dalla Lika, precisamente dalla località Ppk Velebit a Gospić, nello stabilimento della multinazionale del cemento Holcim a Valmazzinghi, sulla costa orientale della penisola.
La delibera dell’esecutivo croato, approvata lo scorso 10 settembre, prevede il recupero energetico di una quota di rifiuti definiti non pericolosi all’interno dei forni del cementificio. Questa scelta ha immediatamente innescato una fortissima ondata di preoccupazione in tutta l’Istria, unendo l’opinione pubblica, i residenti dell’area albonese e le forze politiche locali in un coro di netta disapprovazione. Al centro dei timori ci sono l’impatto ambientale e i potenziali rischi per la salute in un’area che da anni si batte per la tutela del territorio e per uno sviluppo sostenibile.
Il Partito socialdemocratico (Sdp) dell’Istria si è fatto promotore di una ferma reazione istituzionale, presentando formale proposta di risoluzione all’Assemblea. Il documento esprime una netta opposizione al piano governativo e chiede a Zagabria di revocare senza indugio il decreto nella parte che riguarda il sito di Valmazzinghi. Parallelamente, la mozione lancia un appello ai vertici della Holcim – Croazia, affinché, nel rispetto delle legittime preoccupazioni dei cittadini e delle comunità locali, rinuncino volontariamente a ricevere e a bruciare i materiali in questione.
I vertici del Sdp auspicano che l’intero arco politico istriano dimostri compattezza assoluta. «Ci aspettiamo che tutte le opzioni politiche rappresentate nell’Assemblea sostengano all’unanimità questa conclusione», si legge nella nota del partito.
L’obiettivo è inviare a Zagabria un messaggio chiaro e univoco: la salvaguardia del territorio non deve essere terreno di scontro o divisione politica. Di fronte a una decisione che tocca da vicino l’Albonese e l’intera regione, l’Istria è chiamata a dimostrare la propria coesione istituzionale, ponendo il benessere dei cittadini e la tutela dell’ambiente al di sopra di ogni dinamica partitica. E si prospetta il ritorno del gelo tra l’Istria e Zagabria, come nei primi anni Novanta dello scorso secolo.
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