Bistrigna prepara i terreni per il parco fotovoltaico di Fincantieri
Nella Desena monfalconese è in costruzione un impianto di potenza pari a 12 megawatt che fornirà energia alla produzione navalmeccanica dell’azienda di Panzano

È nel grembo di Bistrigna, frazione agricola di Staranzano e anticamente parte della Desena monfalconese, l’insieme dei borghi rurali vicini alla città murata, che troverà la sua iniezione di energia green, per i processi industriali, il colosso della navalmeccanica di Panzano: Fincantieri. Al margine delle paludi litoranee ora bonificate, su terreni prevalentemente privati, sorgerà infatti un parco fotovoltaico di vaste dimensioni, vale a dire 15 ettari. Undici se li ritaglierà l’impianto vero e proprio, mentre la rimanente parte sarà costituita da quello che l’amministrazione Fragiacomo definisce “verde connettivo”, dove delle alberature costituiranno le opere di “mitigazione”.
L’inizio dei lavori
È dunque in costruzione (alle spalle ormai le pastoie burocratiche dei vari permessi), e da qualche giorno se ne sono accorti pure quanti passeggiano, fanno footing o si recano in bicicletta per un’immersione nei pedali dalle parti della nuova pista ciclabile, nell’area industriale di Staranzano a Sud del cavalcavia sulla Monfalcone-Grado, un impianto fotovoltaico di potenza nominale pari a 11.999,74 kilowatt, praticamente 12 megawatt.
Il gestore privato
Nel secondo semestre del 2025 la Enerproject srl – una esco, cioè un’energy service company, azienda che effettua interventi sull’efficientamento energetico, accollandosi le spese dell’investimento – ha illustrato «l’idea su Bistrigna all’amministrazione», spiega il vicesindaco di Staranzano Flavio Pizzolato, «e dopo tutti i passaggi dell’iter il progetto ha ottenuto l’autorizzazione a procedere nell’ultimo mese», con la previsione di avviare la produzione green «tra febbraio e marzo del 2027».
L’autorizzazione
La società aveva infatti chiesto mesi addietro l’autorizzazione per la costruzione e l’esercizio di un parco fotovoltaico (e delle opere connesse), «destinato a fornire energia elettrica a Fincantieri». Questo nell’area industriale – non satura, bensì in via di sviluppo, a differenza del Lisert – Schiavetti-Brancolo, vicina al depuratore, «con un collegamento diretto dall’impianto di Staranzano al sito produttivo di Panzano».
Spiega nello specifico Pizzolato: «L’impianto fotovoltaico sarà realizzato con moduli a terra, su un’area classificata prevalentemente a destinazione industriale-artigianale e in piccola parte a “verde connettivo”».

Quanto al trasferimento dell’energia prodotta «avverrà tramite un elettrodotto di media tensione da 20 kilovolt (20.000 volt, ndr), con cavo interrato». A tal fine si assisterà alla «posa di una nuova cabina per la connessione alla rete elettrica esistente dell’impianto di produzione da fonte solare».
Il via libera
Il progetto, spiega sempre Pizzolato, ha visto «varie fasi prima della realizzazione vera e propria, tra cui il parere della Soprintendenza», dato che il sito ricade in un’area di interesse archeologico, come emerso dalle indagini preliminari per la realizzazione del nuovo Piano regolatore comunale.
Quindi le verifiche sull’eventuale esigenza di effettuare bonifiche da ordigni bellici, che pure ha richiesto un certo periodo di tempo. E infine «le necessarie autorizzazioni dalla Regione, vista la complessità burocratica che regola questo tipo di proposte industriali, con norme e sentenze a sovrapporsi, generando confusione per le imprese, ma anche per gli enti locali impegnati a gestire attività complesse», sempre il vicesindaco staranzanese.
La contropartita
Stando a Pizzolato «ci sono delle compensazioni per l’ente ai sensi di legge, cioè il 3% degli utili annuali, per il tempo di esercizio dell’impianto: con tale somma no provvederemo a installare il fotovoltaico sugli edifici pubblici», per favorire il risparmio energetico e contribuire all’abbattimento della relativa spesa. È stata concordata, dopo una stima, l’erogazione globale di 320.000 euro nell’arco di tre anni.
L’iter ha richiesto altresì una piccola permuta di aree: «L’ente nell’ambito di questo piano di iniziativa privata ha ceduto una porzione dei terreni agricoli di proprietà e in cambio ha ottenuto la disponibilità di un tratto viario su via Colussa, che non aveva in possesso e di cui risultava quindi ostica la manutenzione», puntualizza.
La serie di istanze
«Ci siamo trovati a gestire contemporaneamente diverse proposte di installazione di impianti fotovoltaici», conclude Pizzolato, così sul piatto della bilancia sono finite anche le compensazioni e l’esigenza di abbattere le spese pubbliche, trovando evidentemente conveniente per Staranzano l’operazione.
Venuta allo scoperto in questi giorni, con la pulizia dell’area, compresa la rimozione di un paio di alberi in mezzo al campo e la posa dei primi paletti: chi frequenta quei luoghi per sport o perché ci va a fare quattro passi con l’amico a quattro zampe l’ha notato e pure postato sui social, chiedendo lumi.
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