«InsegnaTrieste», come può cambiare la comunicazione

Rivoluzionare la comunicazione urbana nel tessuto di Trieste, attraverso un approccio innovativo, basato sullo studio e sull’applicazione di metodi alternativi e originali, sfruttando quelle che sono le nuove tecnologie a disposizione. Sono stati questi gli obiettivi del corso estivo “InsegnaTrieste”, nato da un’iniziativa del Comune di Trieste e di Isia Firenze, l’Istituto superiore per le industrie artistiche i cui primi risultati sono stati illustrati all’’Auditorium del Salone degli Incanti.
Per una settimana, quindici studenti selezionati, in rappresentanza dell’Isia di Firenze e di Urbino, ma anche delle Università di Trieste, Venezia e Nova Gorica, hanno indagato, insieme ai loro tutor, le complessità dei sistemi di comunicazione all’interno del tessuto urbano di Trieste, progettando idee e visioni per un futuro non troppo lontano. Uno studio partito dal concetto della città intesa come una rete virtuale, dove ognuno può esistere ma allo stesso tempo costruire, e dove gli obiettivi finali sono renderla più leggibile, più accessibile e più fruibile, lasciandosi alle spalle il vecchio modo di comunicare, dalle insegne alla cartellonistica. Una grande piattaforma dunque che si rivolge a tutti i soggetti interessati, dai residenti ai turisti, fino agli operatori pubblici e a quelli privati. L’idea chiave è quella della “città dalla coda lunga”, dove cioè possono interagire le grandi realtà, ma dove possono trovare posto anche innumerevoli operatori più piccoli, cosiddetti di nicchia. Tra le novità proposte, le indicazioni visibili ma non invasive, poste sulla pavimentazione stradale che, attraverso le applicazioni di smartphone o ipad, possono fornire tutte le informazioni necessarie per scoprire e conoscere meglio i luoghi da visitare.
Oppure il cosiddetto “wall map”, uno schermo interattivo mobile sul quale poter leggere tutto quello che succede dentro la città, dalle manifestazioni agli eventi, dai ristoranti agli alberghi, che può essere spostato dal centro alla periferia cittadina. O ancora i “kit di sviluppo”, una serie di piccoli oggetti che, con una spesa contenuta, possono fornire punti di ascolto digitale, per proporre e al tempo stesso usufruire di contenuti e opportunità, attraverso lo scambio di informazioni. «L’idea della rete, di far parte tutti insieme di un progetto unico, è il solo modo per superare le attuali difficoltà economiche – ha sottolineato Fabio Omero, assessore comunale allo sviluppo economico -. Il concetto di Trieste cuore pulsante è la chiave di lettura per il progetto che abbiamo in mente, per offrire a tutti, dai residenti ai turisti, la possibilità di crearsi la propria esperienza di città».
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