Tregua della bora, si contano i danni

La bora alza il piede dall'acceleratore e da ieri sera a Trieste soffia con minore violenza. Ma fino a ieri mattina le raffiche raggevano la velocità di 125 chilometri orari. A decine gli interventi dei vigili del fuoco, impegnati a rimuovere alberi divelti, rami spezzati e controllare tetti, antenne e cornicioni danneggiati: in tutto una sessantina nella notte e una quarantina in corso. Ora si contano i danni.
In città sono state impegnate quattro le squadre, con due autoscale cui se ne sta aggiungendo una quarta in arrivo da Gorizia.
In difficoltà ieri l’attività portuale, dove si muovono solo le imbarcazioni di servizio, mentre le navi aspettano in rada o in banchina dopo aver rafforzato gli ormeggi.
Problemi per il vento anche in altre aree del Friuli Venezia Giulia. Nel Pordenonese sono stati scoperchiate le coperture di alcuni capannoni, mentre in provincia di Gorizia sono stati segnalati diversi alberi caduti.
A Trieste la raffica più forte - secondo l’Istituto Nautico - è stata registrata lunedì alle 18 con 134 km orari. Questa mattina alle 7 la media delle raffiche è di 100 chilometri all’ora.
Nulla in confronto a quanto accaduto nel Fiumano e in Dalmazia, dove la bora ha abbondantemente superato i 200 chilometri all’ora, creando seri danni e anche più di qualche ferito.
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