A Bolzonello il ruolo di vice Colussi in pole per la cultura

Per l’ex sindaco pronta la delega al Bilancio. Il Cittadino in squadra come esterno Assessorati in vista per la goriziana Vito e gli “illyani” Iacop e Marsilio
Di Marco Ballico
Udine 17 Aprile 2013 serracchiani Copyright Petrussi Foto Press /turco
Udine 17 Aprile 2013 serracchiani Copyright Petrussi Foto Press /turco

TRIESTE. Sergio Bolzonello, per carisma, esperienza e voti (tantissimi), è come se fosse già in giunta, non ci potranno essere sorprese. Buone chance le hanno anche l’assessore provinciale di Gorizia Sara Vito, la più votata nell’Isontino, e anche un paio di ex assessori dell’era Illy, Enzo Marsilio e Franco Iacop. Per Sel potrebbe invece spuntare Giulio Lauri e per i Cittadini, da esterno in direzione Cultura, chissà che non tocchi a Piero Colussi.

Il toto-giunta, inevitabile, scatta già il giorno dopo l’incoronazione di Debora Serracchiani. Come sempre andrà gestito l’equilibrio territoriale e si dovrà tenere conto della presenza delle donne: la legge ne impone tre. Per una volta, però, gli appetiti dei partiti non saranno un problema: il Pd farà la parte del leone, Sel e Cittadini si dovrebbero ritrovare con un posto ciascuno nella prossima giunta. Le variabili non mancano. Innanzitutto la possibile, ma non certa, riduzione dei posti. Tondo, nel discorso in aula del 27 settembre 2011, annunciò la volontà di abbassare i costi della politica. E, nel merito, oltre alla riduzione dei consiglieri, propose anche un taglio degli assessori: da dieci a otto, e un massimo di due esterni. L’operazione è stata poi realizzata a metà. Il contenimento dei consiglieri è arrivato dopo un lungo iter parlamentare, ma la riduzione degli assessori si è fermata a una “forbice”. A valere è ancora la modifica all’articolo 1 della legge 42/1992 apportata dalla Finanziaria 2012. Al comma 46 dell’articolo 16 si legge che «il numero minimo degli assessori regionali è stabilito in otto e quello massimo in dieci». In sostanza Tondo ha potuto scendere a otto nel corso del mandato, ma non è riuscito a impedire che venisse lasciata aperta la finestra per un ritorno al passato. E nulla è stato poi fatto sul fronte degli esterni. Mauro Travanut, riconfermato consigliere regionale del Pd, ritiene che la «questione costi» finirà con il pesare. E che, alla fine, si opterà per una giunta a otto caselle con non più di due esterni.

Nomi e deleghe? In attesa dell’ufficialità comincia a circolare più di un nome. Il primo è ovviamente quello di Bolzonello. L’ex sindaco di Pordenone risulta l’eletto più votato di tutto il Consiglio con 9.423 voti. «Deciderà Debora», diceva l’altra sera Bolzonello, ma non ci sono dubbi: sarà lui il vicepresidente e, vista la professione di commercialista, con la delega al Bilancio. Per la Destra Tagliamento, che conta pure due donne (Renata Bagatin e Chiara Da Giau), ci sarà poi un altro posto. Potrebbe spuntarla Colussi, il Cittadino che non si è più ricandidato nel rispetto del limite di due mandati del movimento civico, ma che potrebbe rientrare per gestire la Cultura, assessorato del quale si è molto occupato negli ultimi cinque anni dal fronte dell’opposizione.

Nella Venezia Giulia, secondo le prime indiscrezioni ci sarebbero chance per Franco Codega (all’Istruzione) e Lauri, l’esponente di Sel più votato nella circoscrizione triestina. In corsa anche la goriziana Vito, assessore della giunta Gherghetta, che potrebbe risolvere il nodo delle quote rosa e della rappresentanza dell’Isontino. Riassumendo: un assessore di Gorizia, due di Trieste, due di Pordenone e tre di Udine. Nel capoluogo friulano ci potrebbe essere spazio per uno tra Marsilio e Iacop, per la neuropsichiatra dell’infanzia Silvana Cremaschi e per la presidente di Economia dell’Università di Udine Marina Brollo, il cui nome viene ripetuto per l’assessorato al Lavoro. Il capogruppo? Travanut è l’uscente, ma è più probabile l’investitura da presidente del Consiglio regionale. Nel ruolo di guida del partito in aula il Pd sceglierà invece una new entry. A pesare per l’ex sindaco di Faedis Cristiano Shaurli sono le 2.504 preferenze, il record nella circoscrizione di Udine.

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