A Gorizia chiesta la temporanea riapertura di corso Verdi alle auto

La Confcommercio caldeggia una sperimentazione per capire qual è la strada migliore: «Il tempo dei tentativi alla cieca è finito. L’amministrazione comunale dovrebbe valutare attentamente tutte le opzioni»
Di Francesco Fain

Due schieramenti. L’amministrazione comunale, sostenuta dai commercianti dell’area, che vuole far diventare definitiva l’isola pedonale di Corso Verdi. Il comitato dei 756, guidato da Remigio Gabellini, che vorrebbe riaprire immediatamente al traffico quel tratto, viste le «gravi conseguenze» che la pedonalizzazione comporta sul tessuto commerciale. Tertium non datur.

Sino a ieri non c’erano posizioni “intermedie”. C’era il partito del sì (con il sindaco Romoli in testa) e il partito del no (che periodicamente faceva sentire la sua voce attraverso interventi al curaro). Oggi, prende corpo il partito della... sperimentazione. Tertium datur. E a prendere questa posizione, con tutto il rispetto per queste correnti d’opinione, non è un gruppo di cittadini, un gruppo di negozianti, un nuovo comitato ma l’Ascom-Confcommercio “in persona” che illustra brevemente la sua proposta, destinata comunque a far discutere.

«Buonsenso, altro non serve, senza dover necessariamente cercare un colpevole, ma solo soluzioni utili alla città - premette l’associazione di categoria -. In questo senso, le continue polemiche e prese di posizione in merito alla chiusura al traffico veicolare di corso Verdi non aiutano ad affrontare con la doverosa lucidità la questione. Confcommercio Gorizia, attraverso la sua struttura, fin dall’inizio sostenne che era opportuno “provare” il riqualificato corso Verdi sia chiudendolo al traffico, sia mantenendolo aperto. Un test vero e proprio per capire quale fosse la strada migliore da perseguire. Il tempo dei tentativi alla cieca è finito. Non ce le possiamo permettere».

Una articolata premessa per arrivare al cuore della proposta. «Per questo, l’associazione dei commercianti, sapendo che comunque qualcuno sarà scontento, chiede di valutare un’apertura temporanea del traffico veicolare in corso Verdi, terminata la quale si potrà effettivamente valutare la miglior scelta da portare avanti. Del resto, dopo le fallimentari esperienze di piazza Vittoria e delle vie ad essa collegata, reputiamo che vadano attentamente valutate tutte le opzioni prima di modificare in modo così vincolante la “destinazione” di un cruciale nodo commerciale e stradale della città».

Nei giorni scorsi, era entrato in gamba tesa il comitato (contrario) dei 756, con un intervento (durissimo) di Gabellini. «Non possiamo non ricordare al sindaco come dalla creazione di questa e altre pedonalizzazioni cittadine (siete riusciti a chiudere perfino una galleria!) basate su chissà quali progetti di sviluppo, siano coincise con la desertificazione commerciale e sociale di intere parti della città e pur non facendone una colpa direttamente riconducibile all’amministrazione (c’è la crisi) non possiamo non vedere anche in questi improvvisi provvedimenti una delle ragioni del declino di questa nostra città. Non ci resta che aspettare gli ulteriori atti di questa “miopia visionaria” che nella previsione di continuare questo progetto vedrà la chiusura forzata (per i nuovi lavori) della rimanente parte di Corso Verdi , non prima di aver salvato gli interessi di alcuni, per poi ulteriormente devastare (si può già usare purtroppo questi termini) ciò che ancora resta del commercio in tutta questa zona».

Il Comune, come risponderà alla Confcommercio?

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