A Gorizia seconda prova archiviata senza patemi

L’esame di maturità è un avversario da guardare negli occhi, a testa alta, senza timori e con l’entusiasmo di chi pensa già al futuro. Che, oggi, l’ultimo tradizionale ostacolo del percorso scolastico per tanti non sia più lo spauracchio di un tempo lo confermano anche le parole, i volti e le sensazioni dei maturandi goriziani che abbiamo incontrato ieri all’uscita dal polo tecnico di via Puccini, dopo la seconda prova scritta (differenziata a seconda degli indirizzi) di questa Maturità 2018.
Tra i primi a lasciare la scuola, dopo aver consegnato il suo lavoro, c’era Giulio Tomasin, della V Elettronica dell’Iti “Galilei”. «Per noi la seconda prova riguardava Tecnologie di progettazione, e personalmente credo sia andata bene – dice –: temevo qualcosa di più difficile, come in generale un po’ tutto l’esame fin qui. Invece le prove che abbiamo fatto durante l’anno ci hanno preparato bene. Resta l’incognita dell’orale, quando il confronto diretto con i docenti potrebbe mettere pressione e indurre all’errore».
Escono assieme, anche loro con un certo anticipo sulla campanella di chiusura dello scritto, i goriziani Christian Chimienti e Andrea Decolle, compagni della V Informatica dell’Iti. Christian studierà all’università Scienze e tecnologie musicali, sognando di lavorare nel campo della produzione della musica, ed ha trovato il test «estremamente difficile, con diverse domande che non trovavano risposta nel programma scolastico». «Credo però di essermela cavata ugualmente abbastanza bene», dice. L’amico Andrea, invece, spiega che «ad una prima lettura i quesiti potevano spaventare, ma una volta iniziato a scrivere, la paura si rivelava ingiustificata». Per lui all’orizzonte c’è la facoltà di Informatica a Udine, con il sogno di fare il programmatore e l’ambizione di iniziare quanto prima a costruire il futuro.
Al fresco, nell’atrio del polo tecnico troviamo a fine esame invece tre compagne di classe della V Sistemi informatici dell’istituto commerciale “Fermi”. Sono reduci dallo scritto di informatica. «Che sensazioni ho? Positive – spiega sorridente Veronica Milocco, di Sagrado –. L’esame fino ad ora non è stato poi terribile, e se penso a quel che sto vivendo, anche se mi spiace un po’ terminare le superiori, ho voglia di guardare al futuro. Nelle prossime settimane ho già fissato un primo colloquio di lavoro, ma quest’estate mi concederò anche una bella vacanza in Grecia». Micol Poluzzi e Sara Anzile, invece, dopo lo scoglio dell’esame, si abbronzeranno assieme al sole di Pag, in Croazia. «La prova che mi preoccupa di più è senz’altro l’orale – ammette la gradiscana Micol –, anche perché sarò la prima ad essere sentita e non avrò dunque nemmeno modo di farmi un’idea di quel che mi aspetta. Il futuro? Sono ancora indecisa tra studiare giurisprudenza o affacciarmi subito al mondo del lavoro». Anche Sara, di Turriaco, in queste ore è concentratissima sulla maturità, ma non può fare a meno di far viaggiare i suoi pensieri anche su quel che è stato e quel che sarà a breve. «Se mi guardo indietro vedo una bella esperienza, qui a scuola mi sono trovata bene e porterò con me tanti bei ricordi – dice –. È chiaro che guardare al mondo adulto, e in particolare a quello del lavoro, genera un pizzico di preoccupazione, ma credo sia tempo di svoltare, e ho voglia di affrontare quel che mi riserva la vita».
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