A Gradisca ci fu chi andò dal giudice

Il caso di Romans non è l’unico in provincia. Proteste, carte bollate, intervento addirittura della magistratura si sono registrati negli anni passati a causa del canto mattutino dei galli,...

Il caso di Romans non è l’unico in provincia. Proteste, carte bollate, intervento addirittura della magistratura si sono registrati negli anni passati a causa del canto mattutino dei galli, colpevoli di disturbare la quiete . È avvenuto a Staranzano meno di due anni fa sollevando anche un caso politico con tanto di comitato di cittadini, di note di un partito che se la prendeva anche con il sindaco reo di non imbavagliare quei canti mattutini che provenivano dall’azienda Feruglio e rompevano la quiete.

A Gradisca negli anni Novanta si arrivò perfino in tribunale per far cessare il canto dei galli di un allevatore. Con tanto di sentenza di un giudice che impose il silenzio ai pennuti. Ma come si fa mettere il silenziatore ai galletti che del canto, assieme alla cresta, se ne fanno vanto. Quei galli ebbero migliore sorte: l’allevatore li mise in una gabbia e se li portò via in una zona che tenne segreta ma lontana da case auspicando che, come avvenne a Gradisca, l’espansione edilizia non arrivasse nel suo nuovo allevamento costringendolo ancora una volta a fare armi e bagagli.

Eppure, per la stragrande maggioranza di chi vive in molti paesi della nostra provincia il canto del gallo, come quello di tanti altri animali, fa parte delle consuetudini, annuncia una nuova giornata. In un certo porta anche allegria. Ma presi dalle nevrosi di una vita troppo vorticosa non riusciamo più a gustare quello che la natura ci regala.

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