«A Muggia caditoie usate come cestini»

«Specie nelle zone pedonali le caditoie e i tombini vengono utilizzati come luoghi di conferimento di mozziconi di sigarette o altri rifiuti come gomme da masticare, scontrini e fazzoletti creando disagi e lavori di pulizia che hanno dei costi che ricadono su tutta la comunità». Francesco Bussani, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, alza la voce sui lavori di pulizia e spurgo di griglie e pozzetti stradali in corso d’opera.
Nei giorni scorsi, gli interventi si sono snodati in diverse aree del centro storico, interessando le caditoie di corso Puccini, via Dante bassa, piazzetta Galilei, largo Amulia, calle Oberdan e calle Bernardis e l’imbocco di salita delle Mura. Venerdì 19 luglio, sarà via D’Annunzio (lato civici pari) a essere oggetto d’intervento, ragione per la quale è stata prevista l’istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata per tutti i veicoli, eccetto per quelli a seguito dei lavori, dalle 8 alle 17.
Nel frattempo, le operazioni vedranno protagoniste, altresì, le caditoie di calle Verdi, via Dante alta, calle Bernardis nel tratto che conduce a corso Puccini, via Mazzini, via Roma e calle Tiepolo e la griglia all’imbocco della salita delle Mura. Operazioni che, per la conformazione della città, non sono purtroppo sempre agevoli: in molti tratti del centro storico le caditoie non sono, infatti, raggiungibili dal mezzo meccanico di espurgo e lo svuotamento deve essere fatto a mano, con trasporto del materiale attraverso un piccolo mezzo o addirittura una carriola.
«Siamo partiti in via prioritaria nelle zone ritenute più a rischio di eventuali allagamenti, in caso di piogge improvvise e violente anche alla luce dell’errato utilizzo che purtroppo vien fatto delle caditoie in generale, ma nelle aree del centro storico in particolare», stigmatizza Bussani. Da qui l’appello del vicesindaco a cercare di cambiare registro per quanto riguarda il decoro della città: «Molto lavoro viene regolarmente vanificato da comportamenti sbagliati e non rispettosi della cosa pubblica e della nostra splendida città. Dover incrementare il numero di interventi, oltre a quello previsto da una normale programmazione, ha dei costi che ricadono inevitabilmente su tutta la comunità».
«Se rinvenire fogliame o materiale detritico è comprensibile e prevedibile – conclude Bussani – dover intervenire come avvenuto in questi giorni, per esempio, su caditoie completamente otturate da materiale di scarto di cantieri edili non è tollerabile».—
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