A Papa Francesco il vino di Cormons

Lo ha annunciato l’arcivescovo Redaelli alla festa patronale. Inaugurata in ricreatorio l’alzabandiera

CORMONS. Papa Francesco riceverà come dono il vino di Cormons. L'annuncio è stato fatto dall'arcivescovo Carlo Redaelli a conclusione della messa solenne per la festività del patrono Sant'Adalberto. Il presule ha rivelato infatti che se il Papa ai vescovi del Nord- Est in "visita ad limina" ha regalato la croce episcopale, Gorizia contraccambierà inviando al nuovo papa il vino di Cormons. «Mons. Carlo - racconta il parroco don Paolo Nutarelli - in modo simpatico, ha aggiunto che spesso i regali per il Papa si fermano per qualche tempo in gendarmeria mentre per il Vino pro Missa gli ordini sono chiari: appena arriva a Roma va subito portato alla Casa pontificia», conclude con un sorriso.

È la prima volta che Papa Francesco riceve il vino cormonese, anche se per i suoi predecessori le capacità vitivinicole della zona erano già note: da una trentina d'anni infatti viene inviato a tutti i Capi di stato del mondo, pontefice compreso, il Vino della pace realizzato sempre dalla Cantina Produttori di Cormons.

La celebrazione patronale, alle quale erano presenti i sacerdoti del decanato e le autorità guidate dal sindaco Patat, ha visto, inoltre, il conferimento del Premio Sant'Adalberto a Elisabetta Moretti e successivamente al Centro "mons.Trevisan", con la benedizione dell'arcivescovo, è stata inaugurata l’alzabandiera dedicata ad Aldo Braida, indimenticato punto di riferimento parrocchiale cormonese: proprio quest’anno ricorre infatti il 10° anniversario della sua scomparsa. Braida è stato uno dei primi scout del Cormons 1°, nel lontano 1947, e nell’arco di 50 anni è giunto a ricoprire, via via, tutte le più importanti cariche in seno al movimento, fino a diventarne un punto di riferimento. Fu promotore della nascita del “Masci” e della realizzazione a Cesclans del villaggio scout che oggi porta il suo nome. Importante è stato anche il suo impegno nella vita civile che lo portò a ricoprire negli anni ’70 l’incarico di assessore. Nel ringraziare il "Comitato Aldo Braida" per quanto fatto in questo mesi, il parroco ha messo in evidenza che «tutte le varie iniziative, predisposte per ricordare Braida, devono essere un germoglio di un rinnovato impegno per vivere con gusto il presente e proiettarsi verso il futuro con più speranza ed entusiasmo».

Matteo Femia

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