«A rischio tutta la sicurezza»
«L’arrivo indiscriminato di clandestini rischia di immobilizzare tutto l’apparato sicurezza della città».
A lanciare l’allarme (forte e chiaro) è il segretario provinciale dell’Ugl-Polizia Mario De Marco). Da notare che utilizza il termine “clandestini” e non “richiedenti asilo”.
«Tutti gli uffici delle forze di polizia cittadine, nel momento in cui rintracciano un gruppo di clandestini, devono lasciar perdere per ore la loro attività di prevenzione nel territorio - annota De Marco -. Ad esempio nella giornata del 10 novembre l’ufficio Polfer di Gorizia, dal momento che ha rintracciato i primi clandestini alle 7.30, non ha più potuto garantire la presenza e la vigilanza sui treni e nella locale stazione per tutta la giornata! Chiunque rintraccia qualche clandestino per ore deve lasciare “sguarnito” il territorio di sua competenza lasciandolo alla mercé di ladri e truffatori».
Rincara l’Ugl: «Una parte importante del servizio di polizia è la prevenzione che spesso si attua con la presenza costante e regolare sul territorio. Una lentezza esasperante, dovuta anche ai grandi numeri, nel disbrigo delle pratiche burocratiche di certo non aiuta a migliorare la situazione. Non bisogna comunque dimenticare che la quasi totalità di questi clandestini è già stata respinta in Austria, Slovenia, Ungheria, Grecia, Germania e Inghilterra alla faccia dell’accordo di Dublino che prevede che il primo Paese di rintraccio è quello che deve provvedere al disbrigo delle richieste di asilo». Il segretario provinciale Mario De Marco ci tiene a ricordare «che negli anni passati francesi, austriaci e sloveni rimandavano in Italia tutti gli stranieri muniti di biglietti o qualsiasi prova che dimostrava la presenza di questi nel territorio nazionale: ora che si potrebbe fare l’inverso nulla accade. Se non viene subito lanciato un messaggio chiaro e deciso da parte delle autorità italiane si rischia di richiamare a Gorizia migliaia di persone disperate e affamate impossibili da gestire provocando un “collasso” generale».
«Il problema non è più politico, non si tratta più di sinistra o destra, di razzismo o di buonismo, questo è un problema tecnico. Se una nave affonda, una scialuppa da dieci posti potrà forse tenere venti persone, ma trenta no, ottenendo il solo risultato di... affondare tutti». (fra.fa.)
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