A Trieste la spesa più cara del Nordest

Rispetto a Udine fino a 46 euro in più. Prezzi più alti per caffè, prosciutto, tonno, yogurt
Trieste è la città più costosa del Nordest nel campo dei generi alimentari. Nel raffronto con Udine, Venezia, Verona, Rovigo, Padova, Trento e Bolzano il capoluogo del Friuli Venezia Giulia esce infatti sconfitto quanto a superiore economicità. Il prezzo della spesa totale, su un mini-paniere campione da 21 prodotti, dice infatti che al valore medio e a quello massimo è proprio Trieste a costringere i consumatori agli esborsi maggiori. Nel primo caso con 137 euro, nel secondo con 227: alle sue spalle, rispettivamente, Venezia (135) e Verona (216). La più vicina Udine va a toccare quota 128 al globale medio e 181 al massimo, per una differenza rispetto ai «cugini» di 9 e ben 46 euro.


L’INDAGINE
A fornire il quadro statistico è l’osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico, i cui dati sono stati successivamente elaborati, raffrontati e diffusi dal «Sole 24 ore». Sono stati presi in considerazione 21 prodotti selezionati nel campo degli alimentari: acqua minerale, biscotti frollini, burro, caffè tostato, carne fresca di bovino adulto, fior di latte di mucca, latte intero fresco, merenda preconfezionata, olio extravergine di oliva, pane, parmigiano reggiano, pasta di semola di grano duro, pollo fresco, prosciutto crudo, riso, succo di frutta, tonno in olio d’oliva, uova di gallina, vino comune, yogurt e zucchero.


COSTOSI
Trieste di distingue per prezzi particolarmente alti in alcune specifiche voci (vedi anche tabella). Il valore massimo del caffè tostato, ad esempio, è pari a 25,80 euro al chilo, superiore di oltre 8 a quello immediatamente successivo (17,60 di Bolzano). Decisamente caro, nel confronto con le città in questione, pure il prosciutto crudo, sempre al chilogrammo: 27,42 al medio e 38 euro secchi al massimo. Insegue Verona con 26,36 e 35. Identico discorso per il tonno in olio d’oliva, il cui prezzo di mezzo risulta pari a 12,93 euro e quello più alto addirittura a 45. Al riguardo, il distacco con chi si piazza al secondo posto di questa classifica virtuale è notevole: oltre 3 euro (visti i 9,89 di Venezia) e quasi 25 (Verona con 20,63). Da segnalare infine come lo yogurt, nella confezione da 125 grammi, sia più costoso a Trieste in tutti i casi, anche al minimo.


ECCEZIONE
A Trieste si risparmia almeno sulle uova, se non altro al valore minimo (0,47 euro per una confezione da sei pezzi) e al medio (1,24). Nessun’altra città, fra quelle incluse dal confronto, vanta un riscontro più favorevole alla clientela. Al massimo, però, il medesimo prodotto è stato rilevato a 2,69 euro: prezzo superato solamente dal 2,85 di Bolzano.


I PERCHÉ
«Quello che emerge da questa indagine va a confermare una caratteristica storica della nostra città - afferma l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Trieste, Paolo Rovis -. Da anni, infatti, i prezzi e il tasso d’inflazione qui sono superiori a quelli delle altre zone del Nordest. Si paga infatti qualcosa in termini di rete distributiva: la minore centralità a livello di collocazione geografica determina un aumento di costi per i trasporti, che vanno a riflettersi poi su quelli dei prodotti». Oggi, intanto, l’Osservatorio provinciale prezzi al consumo diffonderà i risultati delle rilevazioni effettuate nel corso del mese di gennaio, che permetteranno il paragone con dicembre.
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