A Veglia, sotto l’asfalto, spuntano le pietre della Serenissima

La prima ipotesi degli archeologi attende ora la conferma dalle analisi

VEGLIA. Blocchi di pietra che potrebbero essere stati collocati ai tempi della Serenissima.

Sono quelli rinvenuti a Veglia città, durante i lavori di ricostruzione del Molo dei pescatori che prevedono anche la posa di nuova pavimentazione. Ebbene, le pietre antiche sono state rinvenute a una trentina di centimetri dalla superficie attuale, e proprio tutto lascia supporre si tratti dei resti della pavimentazione in pietra eseguita nel 1481, un anno dopo che l'antico capoluogo dell'isola nordadriatica passò alla Repubblica di Venezia.

A ipotizzare questo scenario è l’archeologo croato Matija Makarun, che il Municipio ha ingaggiato alla luce del rinvenimento.

«Sarei molto felice di dire già oggi che abbiamo scoperto una parte della pavimentazione - si tratta di circa 10 metri di lunghezza - effettuata ai tempi della Serenissima. Abbiamo un documento datato 1481 da cui emerge che a ordinare la costruzione del molo fu il primo provveditore veneziano a Veglia, Antonio Vinciguerra, diplomatico, umanista e scrittore veneziano».

Assieme a un team di colleghi Makarun analizzerà ora a fondo il sito e consulterà altri documenti. L’obiettivo è di accertare l’origine di quelle pietre, posate in modo sapiente e precise su una base di terra e unite senza l’utilizzo di alcun collante. Una pavimentazione eseguita a regola d’arte sul quale appunto si stanno concentrando le attenzioni degli esperti del Dipartimento fiumano di Conservazione.

«Non appena avremo stabilito l’epoca cui risale la struttura, che potrebbe essere anche di epoca più recente – ha detto l’archeologo – decideremo se eventualmente adottare misure tese a valorizzare la scoperta».

Mesi fa del resto nello stesso centro storico di Veglia città è stato rinvenuto un tipo uguale di selciato, che gli esperti ritengono realizzato nel XV o nel XVI secolo. Per questo «non mi stupirebbe che le pietre sul Molo dei pescatori avessero in effetti la stessa importanza e riguardassero un pezzo dell’antica infrastruttura voluta dalle autorità veneziane di più di mezzo millennio fa». Gli archeologi comunque si sono dati un tempo breve per studiare a fondo l’area del rinvenimento, così da non intralciare i lavori in corso.

Antonio Vinciguerra scrisse il libro “La cronaca di Veglia”, preziosa fonte di informazioni relative alla storia della città e della sua isola (sotto amministrazione della Serenissima dal 1480 al 1797), della famiglia dei Frangipane e anche della Croazia nella seconda metà del 15.o secolo.

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