A Zagabria centro invaso dai no Covid al grido di: «Togliamo la mascherina»

Abbracci, baci e musica ieri in piazza Ban Jelačić. Il ministro della Salute Beroš: «No a un approccio non scientifico»

ZAGABRIA I no Covid scendono in piazza anche a Zagabria. Ieri, l'iniziativa dei cittadini Giustizia e libertà ha organizzato un evento intitolato Freedom Festival in piazza Ban Josip Jelačić a Zagabria, durante il quale hanno protestato contro le severe misure contro la diffusione del coronavirus. Intanto, sempre ieri, sono stati registrati altri 225 nuovi contagi nelle ultime 24 ore. I media croati hanno riferito che diverse migliaia di persone si sono radunate denunciando quelle che secondo loro sono le «bugie» sull’epidemia da Covid-19 e hanno dato alle fiamme a un mucchio di mascherine.

Tra le altre cose, gli organizzatori hanno affermato di essere consapevoli dell’esistenza di una malattia determinata dal contagio da coronavirus, ma ritengono che le misure imposte dal Comando della protezione civile nazionale siano eccessive dato il numero di casi gravi da ascrivere al Covid-19. Essi ritengono che ciò mette in pericolo i diritti umani e le libertà fondamentali e che le misure non abbiano né una base scientifica né umana. Hanno urlato ieri in piazza, tra slogan e manifesti, che il diritto al lavoro è messo in pericolo dalle restrizioni operative e hanno sottolineato che a causa del coronavirus le persone con altri problemi di salute non hanno ricevuto cure mediche tempestive. Hanno anche criticato i media per aver fatto propaganda sull’epidemia e causato il panico. Un autobus è stato condotto nella piazza centrale di Zagabria, da cui alcuni degli organizzatori dell'iniziativa si sono rivolti ai presenti. Tra gli organizzatori c'era anche il famoso cantante croato Tony Cetinski, che si è occupato del programma musicale e ha incoraggiato le persone a divertirsi. Durante l'epidemia del nuovo coronavirus in Croazia, Cetinski si è presentato come uno degli oppositori della vaccinazione, posizione che ha confermato oggi con le sue dichiarazioni dal palco. Secondo le stime dei media croati, si sono radunate diverse migliaia di persone, alcune delle quali arrivate in modo organizzato da altre città croate. Pochi indossavano mascherine per il viso e alcuni le mascherine le hanno bruciate. Anche le distanze reciproche non sono state rispettate. Molti si sono abbracciati e baciati di cuore durante l’adunanza.Si sono visti vari striscioni con su scritto «Togli la mascherina, spegni la tv e vivi a pieni polmoni, Covid è una bugia», «Non siamo tutti covidioti», «Libertà di abbracciare», «Il buon senso è la nostra ragione», «I nostri figli, la nostra responsabilità» e altri cartelli sullo stesso tono. La folla comprendeva anche alcuni parlamentari di partiti conservatori e di estrema destra, come Most, il Blocco per la Croazia e il Movimento per la patria di Miroslav Škoro, nonché rappresentanti del partito populista non parlamentare Scudo umano. Nel pomeriggio l'iniziativa ha anche visitato in bus alcune case per anziani a Zagabria per, come si diceva, intrattenere i residenti con la musica e incoraggiarli con i loro messaggi.

Dopo l'inizio dell'evento, il ministro della Salute croato Vili Beroš ha scritto sul suo Facebook che rispetta il diritto di protestare, ma non può sostenere l'approccio non scientifico al Covid-19, come hanno fatto gli organizzatori del Freedom Festival. —

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