Accoglienza, migranti dimezzati: in duemila smistati nel Nord Italia

Pronto il piano di “alleggerimento” del Fvg. Il Veneto si prepara a un centinaio di presenze in più. E il governatore Fedriga è a Roma per l’audizione sulla gestione dei flussi in area Schengen
Lasorte Trieste 05/07/19 - Salvini a Trieste
Lasorte Trieste 05/07/19 - Salvini a Trieste

TRIESTE. Quasi duemila migranti, presenti in regione nell’ambito della protezione internazionale, stanno per essere trasferiti e “smistati” nel resto del Nord Italia. Fonti vicinissime alla Prefettura di Venezia affermano che il Veneto si è reso disponibile a farsi carico di circa cento migranti provenienti dal Friuli Venezia Giulia.

Questo centinaio di profughi è parte di un più ampio “pacchetto” di duemila persone che, dalla nostra, devono essere spostate nelle altre regioni del Settentrione: anche la Lombardia, ad esempio, sarebbe pronta a riceverne una parte. Tale operazione sembra uno degli effetti della visita del ministro dell’Interno Matteo Salvini, venerdì scorso a Trieste. Oggi invece il governatore Massimiliano Fedriga è a Roma per parlare di Schengen.

Tornando nell’ex Serenissima, là si vocifera di un non meglio specificato «accordo» di cui però ancora non si conoscono i soggetti coinvolti, nello specifico, né i dettagli o i tempi tecnici. Poco importa, poiché quel che appare evidente è che dietro ci sia una regia romana. Salvini, appunto. L’assessore regionale a Sicurezza e Immigrazione, e cioè il leghista Pierpaolo Roberti, intervistato a riguardo dichiara: «Come annunciato la scorsa settimana dal ministro dell’Interno, esiste un programma di alleggerimento del territorio del Fvg, che partirà nei prossimi giorni».

Venerdì a Trieste Salvini aveva detto che nella nostra regione al momento ci sono circa 3.700 migranti nell’ambito della protezione internazionale: «Mille in meno dell’anno scorso - aveva assicurato il capo della Lega -. Il Viminale si impegna ad abbassarne ulteriormente il numero, con l’obiettivo ambizioso ma raggiungibile di dimezzarlo».

L’assessore Roberti adesso conferma che «lo scopo è arrivare al dimezzamento delle presenze a livello regionale. Si tratterà di trasferimenti importanti, non solo di qualche unità. Ma come avverranno gli spostamenti rimane da vedere, non sono ancora iniziati».

La situazione sembra propedeutica alla realizzazione di un’altra promessa fatta venerdì scorso dal vicepremier “verde”, ovvero che «entro poche settimane si chiuderanno le procedure» per la riconversione del Cie di Gradisca d’Isonzo in Centro di permanenza per il rimpatrio.

Nel frattempo stamattina Fedriga è nella capitale. L’appuntamento è alle 8.30 a Palazzo San Macuto, dove il governatore sarà ascoltato dal “Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione”.

L’audizione di Fedriga avviene nell’ambito di un’indagine conoscitiva sulla gestione dell’immigrazione in area Schengen, con particolare riferimento all’attualità dell’accordo di libera circolazione in territorio Ue, oltre che al monitoraggio delle attività transnazionali illecite legate al traffico di migranti e alla tratta di esser umani. L’evento sarà trasmesso in diretta web.—


 

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