Acegas, Polidori attacca il sindaco

Il leghista sulla fusione con Hera: «Trieste ha perso un gioiello. Lui ne è responsabile»
Lasorte Trieste 04/04/13 - Savoia, ANDE, Confronto Candidati Presidenza Regione FVG, Cosolini e Romoli
Lasorte Trieste 04/04/13 - Savoia, ANDE, Confronto Candidati Presidenza Regione FVG, Cosolini e Romoli

L’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale delle regionali infiamma la polemica fra i partiti. Ieri è stata una conferenza stampa della Lega Nord sull’operazione Hera-AcegasAps a fungere da detonatore. Protagonisti Paolo Polidori, esponente triestino del Carroccio, nonché membro del consiglio di amministrazione della ex municipalizzata e il sindaco, Roberto Cosolini. Polidori è partito all’attacco del primo cittadino con accuse molto dure: «La sinistra voleva accaparrarsi l’azienda triestina e ha usato Cosolini come un suo docile strumento per centrare l’obiettivo previsto – ha detto – riuscendoci senza difficoltà anche per la complicità dei sindacati».

«All’inizio del mio mandato di consigliere di amministrazione – ha ricordato Polidori – avevo condiviso l’indirizzo di politica societaria del presidente, Massimo Paniccia, perché si prefiguravano operazioni che prevedevano l’AcegasAps come socio di maggioranza, di conseguenza al timone di qualsiasi nuova società. Invece – ha precisato Polidori – oggi Trieste ha perso un suo gioiello, anche perché la situazione finanziaria dell’AcegasAps non è mai stata precaria, come hanno più volte cercato di dimostrare i sindacati. Cosolini in particolare – ha incalzato l’esponente leghista – ha sempre rifiutato di confrontarsi con le forze politiche di opposizione sulla fusione. Adesso è facile prevedere il futuro. Hera è una società quotata in Borsa, perciò deve rispondere solo ai propri azionisti e presenterà un progetto per la riduzione delle spese e del personale. La cosa più logica sarà un accentramento a Bologna e Trieste non si potrà opporre perché la maggioranza ce l’ha Hera. Quando la sede sarà stata spostata in Emilia, la nostra Regione non beneficerà più delle entrate fiscali garantite dall’azienda che oggi paga qui le sue tasse. Non abbiamo neppure la certezza che il marchio AcegasAps possa continuare a esistere – ha proseguito Polidori – e in questo disastro anche Paniccia ha deluso, ma per lo meno lui, a differenza di Roberto Cosolini, che giudico il principale responsabile di quest’operazione contraria agli interessi della città, non ha responsabilità politiche. Esiste però la possibilità di fare ancora qualcosa – ha concluso provocatoriamente Polidori – e invito Cosolini a ricomprare il 5 per cento delle azioni di Hera. Oggi il controvalore di tale operazione oscilla fra i 14 e i 16 milioni di euro, spesa possibile per un Comune come il nostro. Sarebbe il minimo dopo la figuraccia fatta».

Al fianco di Polidori su questo fronte si è espresso anche il parlamentare triestino della Lega Nord, Massimiliano Fedriga. «L’impressione – ha detto - è che questa giunta non risponda agli elettori che hanno dato l’incarico a sindaco e assessori di fare il bene della città, ma che siano assoggettati al potere economico vicino al Pd. Con quale faccia oggi Cosolini potrà presentarsi agli elettori, dopo aver svenduto un patrimonio della città ai suoi amici dell’Emilia Romagna – si è chiesto – e poi, se domani Hera spostasse la sede della nuova azienda lontano da qui come giustificherebbero il mancato incasso delle tasse? Chi si candida alla presidenza della Regione – ha concluso Fedriga - deve spiegare se vuole fare gli interessi della città o quelli degli accoliti del partito. La Lega difende gli interessi locali, il Pd ne persegue altri».

Cosolini ha risposto con altrettanta decisione alle accuse mossegli da Polidori. «Capisco che il rappresentante leghista possa essere a disagio perché non percepirà più il gettone di consigliere di amministrazione e pure che le sue accuse rispondano alla necessità di raccogliere consensi, perché siamo alla vigilia delle regionali – ha detto il sindaco – ma voglio ricordare a lui e a tutta la città che l’incasso garantito al Comune da questa operazione ha permesso di migliorare il bilancio dell’ente, fattore fondamentale in un momento di crisi come questo. Rammento anche che i patti sottoscritti con Hera garantiscono che la sede rimarrà a Trieste. Quanto all’invito di acquistare il 5 per cento delle azioni – ha continuato – rigiro l’invito allo stesso Polidori, che potrebbe impiegare quanto incassato in questi tre anni. E lo invito anche a smetterla con queste accuse rivolte ai presunti poteri forti, che hanno già comportato querele a suo carico»

Ugo Salvini

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