AcegasAps, addio a Piazza Affari Finisce l’era Paniccia

TRIESTE. Per più di un verso si potrebbe definire “storica” l’assemblea di AcegasAps, svoltasi ieri mattina nella sala maggiore dell’ente camerale triestino.
Tanto per cominciare, è forse la prima volta, da oltre dieci anni a questa parte, che Massimo Paniccia non ha presieduto l’appuntamento assembleare: ha lasciato l’incombenza al vicepresidente Cesare Pillon. Inoltre è la prima volta che Hera partecipa a un’assemblea AcegasAps da padrona assoluta: a rappresentare il gruppo emiliano, nuovo controllore dell’utility triestino-padovana, c’era un manager, l’ingegner Roberto Gasparetto, già responsabile della struttura operativa di Modena. Era invece l’ultima volta che AcegasAps avrebbe convocato un’assemblea da azienda quotata in Borsa, con tutti i riti e le procedure conseguenti alla liturgia richiesta da piazza Affari: già la prossima volta, che sarà il 14 maggio, non ci sarà occorrenza di ricorrere alla trascorsa gloria della sala maggiore, perchè adesso c’è un solo azionista, al quale sarà sufficiente una stanza a palazzo Modello.
Per curiosa nemesi, il manager, che predispose il collocamento di Acegas (allora non c’era ancora l’ala padovana del movimento) in Borsa, è lo stesso che ha accompagnato l’azienda al “delisting”: è il presidente di Hera Tomaso Tommasi di Vignano, che proprio ieri è rientrato nel consiglio di amministrazione di AcegasAps insieme all’amministratore delegato della stessa Hera, Maurizio Chiarini.
Ieri mattina erano presenti 3 azionisti a copertura del 92,7% del capitale sociale. Assemblea piuttosto rapida, alle 11.40 le condoglianze per la scomparsa dell’AcegasAps quotata si erano già esaurite. Celere l’”ordinaria”, con il sì unanime a Tommasi e a Chiarini. Altrettanto celere la “straordinaria”, con un altrettanto unanime consenso alla lunga sequenza di modifiche statutarie, che in pochi minuti hanno obliato un capitolo di storia aziendale durato oltre dieci anni.
L’emendamento più importante riguarda la composizione del “board”, che scende da 13 a 10 membri: 6 spetteranno a Hera, 2 al Comune di Trieste e 2 al Comune di Padova. Martedì 14 maggio, al tramonto ufficiale dell’era Paniccia, conosceremo le nuove indicazioni.
L’assenza di Paniccia si spiega probabilmente con il venir meno della soluzione che il presidente uscente aveva progettato, ovvero il riconoscimento di un posto nel cda di AcegasAps alla Fondazione CrT, che aveva mantenuto fino al 26 marzo il 5% del capitale. Quota strategica, in quanto avrebbe reso più difficile il trasferimento della sede legale da Trieste, come da modifica statutaria intervenuta nello scorso novembre. Il sindaco di Trieste Cosolini pare abbia risposto “no” a questa apertura di gioco e così la Fondazione CrT, presieduta dallo stesso Paniccia, ha aderito all’Opa di Hera e si è disimpegnata dalla tutela della triestinità di AcegasAps.
Molti i manager di AcegasAps ieri in sala maggiore, a cominciare dai responsabili divisionali. Mancava solo il facente funzioni direttore generale, Alessandro Baroncini, di cui voci padovane accreditano importanti ruoli nella capogruppo emiliana.
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