Acquedotto di Diocleziano a rischio crollo

Sotto accusa il traffico pesante della discarica di Karepovac. Presto una strada alternativa. La protesa della bocciofila

/ POLA

Sui materiali di promozione turistica della città di Spalato viene indicato come una delle maggiori attrazioni., ma in realtà versa in condizioni di degrado che se non si interverrà in tempi brevi, il crollo sarà inevitabile. Si tratta dell’Acquedotto di Diocleziano, monumento romano inserito sulla Lista dei beni culturali protetti dalla Repubblica di Croazia. Qualcosa comunque si sta facendo per salvarlo, ma si procede a passi troppo lenti e il peggiore degli scenari non è affatto scongiurato. Onde sollecitare tempi di intervento più rapidi si è svolta una manifestazione di protesta indetta dalla società bocciofila Branitelji (Difensori) con sede nelle immediate vicinanze dell’acquedotto e dall’iniziativa civica “Per il salvataggio dell’Acquedotto di Diocleziano e la costruzione di una strada d’accesso”.

I loro attivisti hanno bloccato per cinque minuti il traffico lungo il segmento stradale che scorre sotto il monumento, provocando un incolonnamento di mezzi pesanti. Ed è proprio la strada in questione, che collega la città alla discarica di Karepovac, la causa di tutti i mali e acciacchi della parte “aerea” dell’acquedotto la cui struttura portante manifesta segni evidenti di crepe e cedimenti causati dalle vibrazioni delle migliaia di veicoli che giornalmente la percorrono. Dunque la sua staticità è messa a duro rischio e il crollo è una prospettiva ogni giorno meno remota. Alla protesta hanno aderito anche i membri del Consiglio rionale di Contrada Cavosoli, gli abitanti di altri quartieri e sobborghi del capoluogo dalmata, nonché i membri di numerose associazioni impegnate nella tutela dell’ambiente e delle risorse idriche. Ai manifestanti si è rivolto l’assessore cittadino alle infrastrutture dicendo che nei prossimi mesi la strada sotto accusa verrà rifatta: «Questa sarà una soluzione provvisoria nell’attesa della costruzione di un nuovo segmento di 850 metri. Ci è stato già rilasciato il permesso di ubicazione e il prossimo passo sarà l’espropriazione degli immobili lungo il tracciato».

Ed è in fase di elaborazione anche il progetto di risanamento dell’acquedotto, il primo a distanza di 150 anni dall’ultimo effettuato ai tempi del sindaco Antonio Baiamonti. «Il costo dei lavori - ha precisato il direttore dell’Acquedotto spalatino Tomislav Suta - è di 2 milioni di euro, parte dei quali verrà stanziato dal ministero croato della cultura. Entro l’anno in corso tramite gara pubblica sceglieremo l’azienda appaltatrice che quindi potrà subito aprire il cantiere dei lavori».

L’acquedotto fu costruito tra la fine del III e l’inizio del IV secolo d. C. per portare l’acqua dal fiume Jadro a 9 chilometri a nordest di Spalato al Palazzo di Diocleziano costruito nella stessa epoca. —

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