Addio a Milutin Mitrovic intellettuale jugoslavo

È il giorno dell’ultimo saluto a Dzive. Tutti lo conoscevano così, Milutin Mitrović. Scomparso martedì scorso a Trieste, il giornalista era nato a Belgrado nel 1931. Dopo aver scalato la sua carriera nell’allora Jugoslavia, si era trasferito nel capoluogo giuliano una trentina d’anni fa assieme alla famiglia. Anche qui ha continuato a essere un intellettuale di riferimento, soprattutto per il pubblico di lingua e cultura slava, sia triestino che d’oltreconfine. «Era un economista che aveva intrapreso la strada del giornalismo», racconta Miloš Budin, ex senatore ed ex sottosegretario. «Da giovane era presto diventato redattore della principale rivista di politica economica della ex Jugoslavia, Ekonomska politika, fino a poi diventarne direttore», continua Budin. «A Trieste ha collaborato a giornali, perlopiù serbi, che fanno capo alle correnti democratiche e liberali. Fino a poche settimane fa ha scritto per Peščanik (“Clessidra”, ndr), testata che raccoglie i contributi degli intellettuali più autorevoli non solo della Serbia ma anche di tutte le altre ex repubbliche». Così Tea Giorgi, esponente della “vecchia guardia” femminista triestina: «Abbiamo perso un amico. Aveva quasi novant’anni, intensamente vissuti, con intelligenza, cultura, eleganza in Jugoslavia, e poi Serbia, fino alle guerre degli anni Novanta. Viveva da quasi trent'anni a Trieste, che l'ha accolto con la sua famiglia, e che lui amava veramente. Scendendo dal Carso, una sera verso il tramonto, diceva: “Da ateo ringrazio Dio per avermi portato a vivere in questo bellissimo angolo di mondo”». —





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