Addio a Quargnal «Una colonna del 118»

Il cordoglio commosso di colleghi e amici dell’infermiere Era il referente per corsi di formazione e maxi-emergenze

«Lele era un grande professionista, viveva il suo lavoro con passione e voglia di migliorarsi, un esempio per tutti i colleghi. Un uomo intelligente, sensibile, dal talento multiforme come attestano i suoi trascorsi da musicista. Lascia un vuoto enorme». Sono le parole commosse di Dino Roggi, ex coordinatore del 118, per salutare idealmente Emanuele Quargnal, infermiere triestino morto a 49 anni.

È stato il personale della portineria di via Farneto a trovare il corpo senza vita del 49enne verso le 7 di ieri, poco prima dell’apertura degli uffici. L’Asuits ha sottolineato in un comunicato che l’infermiere era «una colonna storica del 118, esperto di maxi-emergenze» e precisando che «era da tempo sofferente. L’Azienda è vicina ai familiari in questo doloroso momento».

Quargnal, che lascia la madre e la sorella, era davvero un punto di riferimento, conosciuto e stimato non solo a Trieste per quanto riguarda la preparazione in materia di emergenza sanitaria. Aveva ricoperto ruoli di responsabilità nella gestione di manifestazioni pubbliche come la Barcolana e i recentissimi Europei under 21. Svolgeva attività educativa e formativa a vari livelli, anche nelle scuole, insegnando a effettuare chiamate al 118 in modo corretto, spiegando come prestare i primi soccorsi in caso di incidente, soffocamento o arresto cardiaco. Era un esperto nella formazione sull’utilizzo dei defibrillatori e le tecniche di rianimazione cardiopolmonare. Nella sua carriera c’era stato spazio anche per le esperienze all’estero. Nel 2004 era stato tra i volontari della Croce Rossa che avevano garantito assistenza sanitaria e supporto morale alla popolazione irachena nell’ospedale Medical City di Baghdad.

«Era da tempo un referente di spicco per l’attività dell’Azienda sanitaria. Lo avevo conosciuto in università a metà anni Novanta – ricorda ancora Roggi –. Mi colpiva il fatto che avesse rinunciato alla carriera di musicista, pur diplomato al Conservatorio (suonava l’oboe ndr). Io ero stato il suo relatore di laurea e la tesi era ovviamente dedicata all’emergenza sanitaria. La sua era stata una scelta dettata dall’entusiasmo per questo lavoro che non lo abbandonava mai, sia in centrale operativa che a bordo delle ambulanze. Non smetteva di studiare, di migliorarsi, riversando il suo sapere anche nell’attività di formazione».

«La Fials esprime la propria vicinanza ai parenti e ai colleghi del 118 per la scomparsa del collega Emanuele. Un ottimo infermiere, professionalmente molto preparato – lo ricorda in una nota il segretario provinciale Fabio Pototschnig –, sempre disponibile e apprezzato da tutti i colleghi. Lo sconforto per la sua scomparsa è tangibile in chi l'ha conosciuto. Una grande perdita per tutta la professione infermieristica in particolare nel campo dell’emergenza. Ci mancherà». —

P.T.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Riproduzione riservata © Il Piccolo