Addio ad Amodeo, storica guida della scuola di alpinismo Comici

Ingegnere e amante della montagna, se n’è andato all’età di 96 anni L’omaggio di Vigini: «Si deve a lui il progetto del rifugio “Corsi”» 

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È scomparso in questi giorni Aurelio Amodeo, storica figura del Cai di Trieste, di cui era stato socio fin dal lontano 1939. Proprio in quell’anno, Amodeo, classe ’24, aveva cominciato quella che poi sarebbe stata la sua lunga avventura con le rocce e la montagna, come allievo della neonata “Scuola di arrampicamento in Val Rosandra” Emilio Comici. Nel 1951 conseguì il titolo di istruttore nazionale di alpinismo, frequentando il quinto Corso organizzato da Riccardo Cassin, allora presidente della Scuola centrale di sci alpinismo (Scsa). Amodeo diresse per oltre vent’anni, esattamente dal 1975 al 1998, la Scuola nazionale di alpinismo “Emilio Comici”, della Società Alpina delle Giulie, sezione di Trieste del Club alpino Italiano.

Si prodigò sempre per promuovere la cultura della montagna, guardando con ottimismo e impegno al futuro. Esempi emblematici di tale attività sono la realizzazione del progetto per il nuovo rifugio “Pellarini”, allo Jof Fuart, proprio sotto la Cengia degli Dei, la “Via Eterna” percorsa da Emilio Comici, struttura irrimediabilmente danneggiata dal terremoto del Friuli del 1976, e l’organizzazione di una “Due giorni di arrampicata”, nel cuore di Trieste, con la realizzazione di una torre di arrampicata, nel marzo del 2003, per promuovere tale disciplina in età evolutiva. All’epoca, Amodeo aveva 79 anni. Anche dopo aver smesso l’attività sportiva, Amodeo continuò a seguire la Scuola della Sezione.

Lo scorso 13 dicembre gli fu consegnato un riconoscimento per aver raggiunto il ragguardevole traguardo dell’ottantesimo anno di associazione al Cai. Nel corso della serata era stato proiettato un raro filmato di 4 minuti, che testimonia l’attività di Amodeo con la Scuola in Val Rosandra nel 1977. «Amodeo – ha detto il presidente dell’Alpina delle Giulie, Mauro Vigini – è stato per decenni una figura di riferimento delle nostre attività, oltre che testimone di anni splendidi. Si deve a lui, che era ingegnere – ha aggiunto – il progetto del rifugio’Corsi’». —



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