Addio al ronchese Delio Lenardon campione con classe nel baseball

La serie A e la Nazionale giovanile, poi la gestione della pizzeria Bora Stroncato da un male incurabile a 63 anni, oggi cerimonia al San Polo 

il lutto

In una città che da oltre sessant’anni “mastica” il baseball, era davvero una delle icone, uno dei personaggi più conosciuti ed amati dagli appassionati di uno sport che, a Ronchi dei Legionari, ha fatto e continua a fare scuola. È morto nelle scorse ore, a soli 63 anni, Delio Lenardon, esterno di grande classe e mazza potente, sconfitto, prematuramente, da una malattia che non perdona. Una perdita che ha lasciato tutti attoniti, sbigottiti. Davvero una pagina della lunga e appassionante storia del “batti e corri” che si chiude per sempre. Con grande amarezza.

Delio era nato a Ronchi dei Legionari il 3 giugno del 1957, una classe che ha sfornato tanti talenti in tanti settori, non solo nello sport. Ancora giovanissimo si affaccia al mondo del baseball e non poteva essere diversamente, perché quella è sempre stata una tappa obbligata per tanti ronchesi. Arrivare allo stadio di via Soleschiano, oggi piazzale Atleti Azzurri d’Italia era come dire di essere arrivati, di essere tra i protagonisti dello sport. Fa tutta la trafila nelle giovanili e, nel 1971, con la casacca dall’allora Comello cucine, esordisce in prima squadra in quella che, allora, è la serie Nazionale. Le mete, allora, sono Nettuno, Rimini, Bologna, Parma e Milano, tanto per citarne alcune.

Giocherà per tanti anni in serie A, percorrendo tappe importanti per quegli anni in cui lo stadio Enrico Gaspardis era meta di centinaia e centinaia di persone. Nel 1980 il suo ingresso nella nazionale italiana giovanile. Una famiglia conosciutissima, la sua. Il padre, Felice, per molti anni fu amministratore comunale, assessore ai Lavori pubblici, ma anche dirigente sportivo nei Black Panthers a fianco del presidentissimo Felice Giacconi. E per lungo tempo fu anche impegnato nella ristorazione con la gestione della pizzeria “Bora” di via Roma. I funerali si svolgeranno oggi, senza una particolare cerimonia. La salma di Delio Lenardon sarà esposta dalle 11 alle 13 all’obitorio dell’ospedale San Polo, quindi la cremazione. Quello che tutti ricordano come un uomo gioviale e simpatico, affabile e scherzoso, lascia la mamma Graziella, la moglie Giuliana, le figlie Ilaria e Francesca e la sorella Lara. Il baseball ronchese piange senza ombra di dubbio uno dei suoi figli prediletti, un ragazzo di grande talento che ha giocato sino a quando l’età gliel’ha permesso. Di quella generazione che fu seguita, palmo a palmo, da quel conosciutissimo allenatore Luciano “Giaguaro” Miani, scomparso pochi mesi or sono, e che ha saputo tirare fuori il meglio da questi giocatori. Oggi, purtroppo, sono solo un ricordo. Cordoglio per questa scomparsa è stato espresso dal sindaco, Livio Vecchiet e dall’assessore comunale allo Sport, Erika Battistella. —



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