Addio all’operaio “Epi” di Ronchi Le offerte donate alla San Lorenzo

la storia
Il coronavirus, a Ronchi dei Legionari, ha strappato 18 vite all’affetto e all’amore dei propri cari. Personaggi conosciuti, uno su tutti il parroco di San Lorenzo, don Renzo Boscarol, ma anche persone semplici, forse meno alla ribalta, ma non per questo meno importanti. Tra questi Epifanio Cappeddu, “Epi” per tutti, scomparso agli inizi di marzo a soli 68 anni. Un uomo sorridente, estroverso, semplice che, per alcuni anni, prima della pensione, aveva svolto attività di operaio comunale ricorrendo ai lavori socialmente utili.
L’azienda dove lavorava era entrata in crisi e, già maturo e con una famiglia alle spalle, aveva colto al volo questa opportunità. Perché il lavoro è dignità, prima che fonte di vita e di sostentamento. Lo ricordano alcuni suoi ex colleghi che, con “Epi”, hanno condiviso questa esperienza. «Era un uomo e un operaio capace – racconta Tullio – che non si tirava mai indietro e che era sempre pronto a dare una mano». Aveva lavorato nelle manutenzioni del patrimonio dell’amministrazione comunale: scuole, parchi, uffici e anche impianti sportivi. Come allo stadio del baseball dedicato ad Enrico Gaspardis. «Quello dei lavori socialmente utili – sono le parole del sindaco, Livio Vecchiet – è uno strumento che abbiamo sempre utilizzato. Una mano, come nel caso dei progetti legati ai lavori socialmente utili, a chi ha perso il lavoro e deve combattere ogni giorno con le difficoltà della vita, ma una boccata d’ossigeno anche a una macchina comunale che si ritrova spesso a dover gestire un patrimonio da salvaguardare. Ed Epifanio è stato un lavoratore che ha sempre svolto il suo dovere con grande professionalità. E di questo noi tutti gli siamo grati».
I suoi funerali si sono svolti nella chiesa di Santo Stefano, nel rione di Vermegliano dove abitava. E per volontà sua e della famiglia si è deciso di devolvere ogni offerta alla San Lorenzo Caritas. Un gesto di grande cuore nei confronti di una realtà che assiste centinaia di persone in difficoltà.
Oggi sono davvero molte le persone seguite dalla San Lorenzo Caritas, un’organizzazione che è nata già nel 1967. In particolare, oltre ai viveri raccolti dalle parrocchie di San Lorenzo e Santo Stefano, dalla comunità del rione Selz e da altri donatori, la San Lorenzo Caritas viene incontro ad alcune famiglie per il pagamento delle bollette di acqua, luce e gas, per le tasse scolastiche e altri sussidi in collaborazione con il servizio delle assistenti sociali del Comune e di altri enti. Epifanio Cappeddu lascia la moglie Angela, i figli Luca e Ornella con il marito Franz e i nipoti Valentina e Michael. Un uomo, un sorriso, un altruismo che tutti ricorderanno a lungo, come si ricorderanno tutti coloro che, a Ronchi dei Legionari, hanno visto interrompere la loro vita a causa di questa terribile pandemia che non ci siamo ancora lasciati alle spalle. —
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