L’ultimo traguardo di Giovanni Pizzi: è morto a 85 anni il primatista che ha fatto tremare l’Europa
Manzano e lo sport italiano piangono il campione delle siepi. Nel 1967 a Helsinki riscrisse la storia con un record nazionale leggendario di atletica leggera

Correva come se il tempo non esistesse, eppure quel 1967 il tempo lo ha fermato per sempre. Con il suo 8:43.4 sui 3 mila metri siepi a Helsinki, Giovanni Pizzi non si era limitato a infrangere un record: aveva riscritto la storia dell'atletica italiana.
Venerdì 27 febbraio, a 85 anni, il campione di Manzano ha tagliato il traguardo più silenzioso, lasciando il mondo dello sport friulano e nazionale. Nato l'8 dicembre 1940, Pizzi è stato molto più di un atleta: l'incarnazione del sacrificio e della tenacia che hanno reso grande il mezzofondo italiano negli anni Sessanta.
Cresciuto sotto l'ala del professor Carlo Pepe, il suo talento esplose presto, portandolo dall'Unione Ginnastica Goriziana fino alle Fiamme Gialle, grazie all'intuizione del commissario tecnico Giorgio Oberweger, che vide in lui la stoffa dei campioni.
Ma fu quell'anno magico, il 1967, a consegnarlo all'immortalità sportiva. A Helsinki, Giovanni Pizzi spazzò via il precedente primato nazionale con un miglioramento di oltre dieci secondi, facendo tremare le cronometrie europee. Titolo italiano a Bologna, poi la Coppa Europa e i Giochi del Mediterraneo: un crescendo di prestazioni che lo consacrò tra i migliori specialisti del continente.
Non solo siepi: Pizzi era un guerriero del fondo, capace di spaziare dalla maratona al cross, disciplina nella quale si laureò campione italiano nel 1970 con la maglia della Libertas Udine, prima di chiudere una carriera da dieci presenze in azzurro.
«Atleta di grande sacrificio e dedizione – lo ricorda la Fidal con una nota -, celebre per allenamenti durissimi e per una straordinaria capacità di resistenza, seppe distinguersi anche su altre distanze, dalla maratona al cross, specialità in cui conquistò il titolo italiano nel 1970 con la maglia della Libertas Udine, società con cui concluse la carriera agonistica».
In Nazionale collezionò dieci presenze tra il 1964 e il 1972, «portando con orgoglio i colori azzurri e rappresentando un punto di riferimento per l’atletica friulana e italiana. Giovanni Pizzi lascia un’eredità fatta di passione, determinazione e amore autentico per lo sport. Il suo nome resta scolpito nella storia dell’atletica italiana e nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e di ammirarlo». I funerali saranno celebrati domani, sabato 28 febbraio, alle 11 nella chiesa parrocchiale di Manzano.
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