«Adotteremo il taser soltanto se tutti saranno d’accordo»
«Il taser? Confermo la mia idea. Mi piacerebbe che diventasse una dotazione della Polizia locale di Gorizia. Ma deve essere chiara una cosa: non ci saranno imposizioni di nessun tipo».
Il vicesindaco Ceretta aveva lanciato il “sasso” nei giorni scorsi, sollevando anche più di qualche reazioni sul web e su Facebook in particolare. Oggi, ripete che la sua è una proposta «che se verrà condivisa, bene. Altrimenti, non se ne farà nulla. Ragioneremo assieme ai vigili urbani e ai sindacati e se converranno che è un’iniziativa opportuna, siamo pronti. Se dovesse, invece, arrivare un “no grazie”, andremo avanti con le dotazioni già in essere. Senza problemi né recriminazioni». Il taser, ricordiamolo, è una pistola che “spara” scariche elettriche per immobilizzare i malintenzionati. È impiegata da qualche anno dalle polizie di molti Paesi del mondo (Usa, Regno Unito, Francia e un altro centinaio di Stati) e, da settembre 2018, è sperimentata anche in alcune città italiane. Il dispositivo interagisce con il sistema nervoso della vittima, provocando una temporanea paralisi muscolare: è usato dagli agenti di polizia in quelle situazioni di pericolo (come il caso di resistenza armata durante un arresto) dove l’uso delle armi tradizionali è ritenuto eccessivo. —
Fra.Fa.
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