Aereo scompare in Venezuela, a bordo anche Vittorio Missoni

Sul piccolo velivolo c’erano, oltre al figlio dello stilista zaratino Ottavio, anche sua moglie , altri due amici italiani e i due piloti. Stavano attraversando il braccio di mare tra le isole Los Roques e la capitale Caracas. Esattamente 5 anni fa un caso analogo: sparì un bimotore con 19 persone (8 italiani) a bordo. Mai ritrovati
Un fermo immagine da SKY TG 24 sull'incidente dell'aereo in cui viaggiava Vittorio Missoni (in alto a destra), figlio dello stilista Ottavio Missoni, con la cartina sul luogo della disgrazia avvenuta a Les Roques, in Venezuela, 5 gennaio 2013. ANSA/SKY TG 24
Un fermo immagine da SKY TG 24 sull'incidente dell'aereo in cui viaggiava Vittorio Missoni (in alto a destra), figlio dello stilista Ottavio Missoni, con la cartina sul luogo della disgrazia avvenuta a Les Roques, in Venezuela, 5 gennaio 2013. ANSA/SKY TG 24

Mistero in Venezuela. Un aereo da turismo con sei persone a bordo, tra cui quattro italiani, è scomparso dai radar mentre viaggiava dalle isole dell’arcipelago incantato di Los Roques all'aeroporto Caracas. La scomparsa è avvenuta ieri mattina, dopo le 11 ora locale (le 18 in Italia) e la notizia è giunta in Italia nel cuore della notte.

Sul velivolo, un bimotore Norman BN2 di colore bianco, viaggiavano Vittorio Missoni, figlio maggiore dello stilista zaratino Ottavio Missoni, sua moglie Maurizia Castiglioni e due amici della coppia, Elda Scalvenzi e Guido Foresti, che avevano passato le vacanze nell'arcipelago. Oltre a loro il pilota German Merchan e il copilota Juan Fernandez.

Vittorio Missoni, 58 anni, è amministratore delegato di Missoni Spa ed è, di fatto, l'ambasciatore del marchio nel mondo. Prima direttore generale marketing della Missoni Spa e poi responsabile dell'azienda negli Stati Uniti e in Italia. E' figlio di Ottavio, nato nel 1921 a Zara, e di sua moglie Rosita Jelmini.

Altri due italiani componenti del gruppo Missoni in vacanza a Los Roques non sono saliti a bordo
dell’aereo disperso perché non c’era posto. Si tratta del fratello di Elda Scalvenzi, Giuseppe e della moglie, Rosa Apostoli.

Il gruppo, composto da sei persone, era in vacanza, dedicata soprattutto alla pesca, nell’arcipelago
dal 28 dicembre ed aveva noleggiato anche un’imbarcazione. Il ritorno in Italia era programmato per la notte scorsa. Nel trasferimento da Los Roques a Caracas il gruppo si è diviso. Sull’aereo poi disperso, un velivolo a sei posti con due persone di equipaggio, sono saliti Vittorio Missoni con Maurizia Castiglioni, e Elda Scalvenzi e Guido Foresti. A terra sono rimasti gli altri due componenti della comitiva che sono stati poi contattati e assistiti, a quanto si è appreso, dal console
italiano.

A Caracas sta giungendo il fratello di Vittorio, Luca, che si trovava a New York mentre uno dei figli di Vittorio, Marco, sta rientrando in Italia dall’Australia insieme con uno dei figli della compagna del padre. Vittorio ha tre figli con la prima moglie, Tania, Ottavio, 26 anni, Giacomo di 24 anni e Marco di 22. La sua compagna, da circa 15 anni, Maurizia Castiglioni, ha due figli.

Finora non sono state trovate tracce e le ricerche, interrotte per a notte, sono riprese alle prime luci dell'alba. L'aereo, un bimotore di fabbricazione britannica immatricolato nel 1968, con sigla YV2615, ha avuto l'ultimo contatto radio con la torre di controllo quando si trovava a 10 miglia a sud dell'arcipelago. Poi il silenzio.

La Farnesina ha già attivato tutti i canali in Venezuela e il consolato italiano, in accordo con l'Unità di crisi, è in stretto contatto con le autorità di Caracas. Grande emozione a Trieste, dove il dalmata Ottavio Missoni ha numerosi amici e frequentazioni, e grande trepidazione nella comunità degli esuli istriani, fiumani e dalmati, di cui l'intera famiglia Missoni fa parte.

Sul mistero aleggia una incredibile coincidenza: esattamente cinque anni fa, sempre il 4 gennaio, un bimotore che viaggiava sulla stessa tratta scomparì con 18 persone a bordo, tra cui otto italiani. Non furono mai ritrovati né i resti dell'aereo né i corpi delle persone a bordo, ad esclusione di quello del copilota che fu recuperato in alto mare.

Quel bimotore trasportava una famiglia trevigiana - Paolo Durante, quarantenne; sua moglie Bruna Guerrieri e le loro figlie Sofia e Emma di sei e otto anni - insieme ad altre due coppie di italiani: Annalisa Montanari, 42 anni e Rita Calanni Rindina, 46, entrambe residenti a Bologna, e i romani Stefano Frangione e Fabiola Napoli.

Ed è proprio di questi giorni la notizia che forse quell'aereo non precipitò mai: l'ipotesi che quel velivolo sia stato dirottato dai narcos colombiani, che l’avrebbero poi usato per il trasporto di una partita di cocaina. Questa tesi sarebbe supportata dal fatto che a bordo, secondo le registrazioni della scatola nera, c'erano 4 persone in più di quelle dichiarate, presumibilmente i dirottatori.

Le ricerche di quel volo riprenderanno il 29 gennaio, dopo un accordo con la Farnesina. "La ricerca in mare - ha detto Mario Pica, ex pilota dell’Aeronautica militare e consulente delle famiglie degli otto italiani dispersi nell’incidente - è un’operazione decisiva. Se non lo troviamo, vuol dire che non è mai precipitato e dovremo cercarlo altrove".

Argomenti:incidenti aerei

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