Aeroporti, primo semestre ok Passeggeri aumentati dell’11%

L’incremento maggiore a Dubrovnik grazie a Ryanair e al nuovo collegamento di American Airlines con Philadelphia. In giugno spiccano i risultati di Zara

POLA. La stagione turistica in Croazia procede all’insegna di un andamento non uniforme, con segnali di battute di arresto rispetto alla crescita forte degli ultimi anni. Ma al contempo si segnala un’impennata del movimento passeggeri negli aeroporti lungo la sponda adriatica orientale. Movimento che, lo ricordiamo, ha nella massima parte una valenza turistica.

In base ai dati forniti dalla Camera di commercio nazionale, che cita a sua volta l’Agenzia croata per l’aviazione civile, nel primo semestre dell’anno il movimento passeggeri è aumentato di quasi l’11% rispetto allo stesso periodo del 2018, toccando quota 4.287.075 viaggiatori. Una percentuale analoga è quella che si è registrata nel solo mese di giugno, che ha visto il numero di transiti negli scali aerei salire a quota 1.557.530 viaggiatori.

La lievitazione dei numeri negli aeroporti può essere spiegata nell’ambito di un trend globale che vede periodi di vacanze più brevi e frazionati, consigliando dunque di evitare perdite di tempo e di puntare dunque sugli spostamenti aerei. Tornando alle cifre, sempre nel primo semestre del 2019, l’aeroporto di Ragusa – Dubrovnik ha registrato il maggiore incremento del movimento: si tratta di un +17% su base annua, raggiunto soprattutto grazie all’arrivo della compagnia Ryanair e della American Airlines, che a inizio giugno ha attivato il collegamento diretto con Philadelphia, peraltro unico volo tra gli Usa e uno dei Paesi dell'ex Jugoslavia.

Per quanto riguarda il solo mese di giugno, l’incremento maggiore su base annua è stato registrato dall’aeroporto di Zara, che ha messo a segno un balzo del 43% arrivando a 120.397 passeggeri. A seguire - ma qui i numeri si fanno decisamente modesti - lo scalo di Fiume con un +37,5% (30.786), seguito da quello di Pola con un +14% (135.715) e da Ragusa – Dubrovnik.

Sul futuro dei trasporti aerei con destinazione gli aeroporti croati, però, il presidente dell’Associazione dei trasporti aerei presso la Camera di commercio nazionale Tonci Pejović non nasconde i dubbi: «In questo momento . dice - non conosciamo quelli che potranno essere i risvolti della Brexit, E poi la crisi nel Golfo Persico potrebbe determinare il rincaro della nafta e di conseguenza del cherosene con il ritocco all’insù del costo dei biglietti».

Lo scorso anno i nove aeroporti attivi in Croazia e le compagnie di controllo di volo hanno realizzato un fatturato di 570 milioni di euro per un utile di 60 milioni. Gli occupati diretti nel settore sono 4.100, mentre l’indotto si stima attorno ai novemila addetti. I controllori di volo incassano gli stipendi più alti: la media lorda mensile è di 6.500 euro. —

P.R.

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