Affari in crescita Boccata d’ossigeno per la categoria

Marco Bisiach
Sono tornati a “respirare”, e lavorano su ritmi ormai dimenticati da anni e anni, se escludiamo la parentesi del lockdown della scorsa primavera. Eppure i benzinai goriziani, ormai troppo esperti per lasciarsi andare a facili entusiasmi, sorridono a mezza bocca, consapevoli che a meno di novità stabili sul fronte degli sconti carburante, ciò che la recente e nuova chiusura dei confini con la Slovenia ha portato, la futura (seppur ancora incerta nelle date) riapertura toglierà.
«La situazione è più o meno quella della primavera – racconta Massimiliano Diana, del distributore di via Crispi –, e si torna a lavorare e respirare finché dura, ovvero finché non riapriranno i confini. I nostri margini di guadagno continuano ad essere assai risicati, ma quantomeno in questi giorni abbiamo registrato un incremento delle vendite pari almeno al 50%, allineando sostanzialmente i prezzi a quelli della Slovenia, visto che sul “fai da te” siamo a 1,039 euro al litro per la benzina e 1,079 per il diesel. Ma sarebbe importante poter offrire sempre questi prezzi, se gli sconti lo permetteranno». Solo così, dunque, chi lavora a Gorizia potrà essere davvero competitivo con i concorrenti di oltreconfine.
Un po’ come riesce ad esserlo di questi tempi Manuel Rizzi della Tamoil di via Lungo Isonzo Argentina. «Fin dall’inizio di questa nuova fase, grazie ad un accordo con la compagnia, sono riuscito a garantire il gasolio a meno di 1 euro al litro – dice –, e i risultati si vedono: arrivano clienti anche da Monfalcone, e un simile volume di lavoro non si era mai visto. Questo conferma quanto è fondamentale essere competitivi con la Slovenia».
«Abbiamo sostanzialmente raddoppiato le vendite, dopo la chiusura dei confini – spiega anche Antonio Traficante del distributore Eni di via Trieste –, anche se sappiamo che si tratta purtroppo solo di un fenomeno temporaneo. La realtà è che il lockdown della primavera non ha insegnato nulla ai goriziani, e malgrado il rischio ormai comune di non poter più andare in Slovenia a fare benzina, in tantissimi non hanno ancora fatto la scheda per la benzina agevolata».
Anche Elvis Muntean del distributore San Marco Petroli di via Trieste sta osservando un “traffico” inconsueto ormai («Mi viene da dire che da un cliente siamo passati a 10, all’improvviso», scherza, auspicando che i goriziani si ricordino della categoria anche quando si potrà tornare ad andare in Slovenia), tanto che persino gli approvvigionamenti non sono semplici: «Un po’ per tutti noi gli accordi prevedono l’acquisto in anticipo del prodotto – dice –, ma il fatto di aver lavorato molto poco in questi anni ci priva della liquidità necessaria per poter investire in ingenti quantità di carburante. E così quando l’afflusso è improvvisamente maggiore come in queste settimane, può persino capitare di finire le scorte in anticipo». —
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