Agevolazioni servizi comunali partono i controlli a tappeto

Dopo 19 anni dalla precedente delibera (giunta Adriano Persi) l’attuale amministrazione intende imprimere un giro di vite nei controlli di congruità di chi chiede e ottiene qualsiasi tipo di esenzione o agevolazione per il pagamento dei servizi comunali. La decisione dovrebbe essere formalizzata oggi nella riunione di giunta.
La delibera dell’8 febbraio 2000 stabiliva che si procedesse nei controlli su una percentuale del 20 per cento delle autocertificazioni. Ma per il sindaco Cisint i tempi sono cambiati e bisogna mettere mano alla questione.
A indurre il primo cittadino in questa direzione è stato l’esito del recente controllo a campione degli aventi diritto a esenzione o agevolazione del servizio mensa scolastico.
I controlli sono stati effettuati dalla Guardia di finanza è hanno dato un esito incoraggiante circa l’onestà dei richiedenti: solo il 5 per cento è risultato non idoneo a ricevere agevolazioni.
«Non mi stancherò mai di ringraziare la Guardia di finanza per quello che fa - ha detto il sindaco Cisint - e sono per certo che i controlli vanno ben oltre al 20 per cento. Va anche precisato che se la percentuale di non aventi diritto è così risicata lo si deve anche al costante controllo di nostri uffici che intercetta in tempo reale, con monitoraggio continuo, l’andamento dei versamenti di quanto dovuto».
I controlli per il servizio mensa presi in esame ora riguardano gli anni scolastici 2014/15 e 2015/16. Nel primo caso, per quanto riguarda gli esenti, sono state verificate le posizioni di 27 famiglie su 135 aventi diritto. Per l’anno scolastico successivo 27 su 132. Per le agevolazioni al 50 per cento, sempre negli stessi anni scolastici, rispettivamente 23 controllati su 115 aventi diritto 16 su 79. Per le agevolazioni al 15 per cento 13 su 63 e 8 su 37. Ci sono stati poi ulteriori controlli, 17 per la precisione. La verifica della corrispondenza tra le condizioni economiche della famiglia e l’assegnazione delle agevolazioni si basa soprattutto sull’Isee. Ma ci sono anche dei controlli per così dire a vista con i quali si può individuare un tenore di vita superiore alle condizioni dichiarate.
Ma torniamo al campione del 20 per cento dei controlli. Se è vero che l’esito è stato un incoraggiante 5 per cento di “furbetti” è altrettanto vero che i numeri dei bambini che consumano i pasti in mensa è ragguardevole. Sempre negli anni scolastici menzionati prima risulta che alle materne usufruivano del servizio, rispettivamente, 487 e 481 utenti. Tale numero corrisponde a quello degli iscritti. Nelle primarie su 1049 e 1055 iscritti mangiavano in mensa solo gli alunni della Duca d’Aosta: 310 e 299. Tirando le somme, nel biennio interessato ai controlli hanno goduto di esenzione o agevolazione, rispettivamente, 313 su 797 e 248 su 780 bambini.
In quel biennio gli importi dei singoli pasti erano di 4,89 euro per le primarie e di 5,28 euro (più 0,39 euro di merenda) alle materne.
In questo senso il sindaco ricorda come le tariffe non hanno subito alcun aumento negli ultimi anni.
Le esenzioni erano previste per Isee da zero a 5000 euro, l’agevolazione al 50 per cento da 5000 a 8000 euro; al 15 per cento da 8000 a 12 mila euro.
Tanti numeri dunque che vanno letti e interpretati. Vedremo se nel prosieguo dei controlli, quando si arriverà all’anno scolastico concluso a giugno, la situazione risulterà quanto e come modificata. La notizia è che i controlli dall’anno scolastico 2016/17 non saranno più a campione ma riguarderanno la totalità di chi ha ottenuto “sconti”. —
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