Aggredivano coetanei e un disabile, sgominata una baby gang a Pordenone

Quattro i componenti: per il capo della banda, che ha 15 anni, misura cautelare del collocamento in una comunità
Una volante della polizia
Una volante della polizia

PORDENONE. La Polizia di Stato di Pordenone ha sgominato una baby gang che prendeva di mira anche un disabile. I poliziotti hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare a carico di un minorenne, indagato con un coetaneo per i reati di tentata rapina pluriaggravata, tentata estorsione in concorso, spaccio di stupefacenti, truffa e appropriazione indebita.

Le indagini dei poliziotti della Squadra mobile hanno accertato che le vittime delle violente aggressioni erano tutti coetanei ed un adulto disabile. I provvedimenti riguardano il "capo" del gruppo, un 15enne raggiunto dalla misura cautelare del collocamento in comunità, e - in stato di libertà - un 16enne, entrambi sottoposti a perquisizione.

L’indagine della Squadra Mobile della Questura di Pordenone si è sviluppata nei confronti di una banda composta da quattro giovani minorenni, capeggiata appunto da un quindicenne, che nel periodo tra febbraio e maggio aveva fatto registrare episodi di violente aggressioni nel capoluogo. In particolare la Polizia ha accertato come la baby gang pordenonese si fosse accanita contro una persona adulta con invalidità al 60%, che era divenuta il "bersaglio" preferito. Ciò era stato riscontrato in almeno due gravi episodi commessi nelle vicinanze del luna park cittadino, con la vittima che veniva dileggiata, oltre che spintonata e presa a calci e pugni, nonostante implorasse ai ragazzini di smetterla. Poi avevano anche tentato di rapinarlo ma non sono riusciti a sottrargli il denaro.

Per il capobanda quindicenne il pm come detto ha richiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale dei minorenni l’ordinanza di custodia cautelare di collocamento in una comunità. Nel provvedimento restrittivo il Gip ha evidenziato «la pericolosità sociale del minore nonché l’elevato pericolo di reiterazione dei reati, giudicandolo non in grado di porre limite alcuno alla propria deriva criminosa».

Le indagini della Mobile proseguono per identificare gli altri giovanissimi componenti del gruppo, chiudendo così definitivamente il cerchio sulle violenze giovanili che si era insediato nel centro di Pordenone. 

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