Ennesima aggressione al Pronto soccorso di Monfalcone: paziente prende a pugni un operatore sanitario

Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Il lavoratore ha riportato lesioni con una prognosi di otto giorni

L’esterno del Pronto soccorso di Monfalcone in una foto scattata di sera da Katia Bonaventura
L’esterno del Pronto soccorso di Monfalcone in una foto scattata di sera da Katia Bonaventura

Ennesima aggressione nei confronti di un operatore sanitario al pronto soccorso dell’ospedale di Monfalcone. Lo denuncia in una nota la Uil Fp, parlando di “livelli di violenza nei confronti di chi lavora nella sanità non più accettabili”.

L’episodio è avvenuto nella serata di lunedì, intorno alle 19, quando un paziente già noto per i suoi ripetuti comportamenti aggressivi ha colpito con un pugno al collo un operatore sanitario mentre si trovava all'interno dell'ambulatorio per essere visitato. L'aggressione ha reso necessario l'intervento immediato dei Carabinieri. Il lavoratore ha riportato lesioni con una prognosi di otto giorni.

“Da tempo denunciamo che le aggressioni non possono più essere considerate episodi isolati o inevitabili. Chi lavora nella sanità ha il diritto di svolgere il proprio lavoro in sicurezza e lo Stato ha il dovere di garantirglielo. Come abbiamo già ribadito in più occasioni, servono interventi concreti e immediati: maggiore presenza delle Forze dell'Ordine nei presidi più esposti, sistemi di sicurezza realmente efficaci, percorsi dedicati per la gestione dei pazienti a rischio e una rigorosa applicazione delle norme nei confronti di chi si rende responsabile di atti di violenza" continua la nota.

“Ma la sicurezza non si costruisce soltanto con telecamere o vigilanza. È necessario investire anche sulla cultura del rispetto verso chi opera al servizio della collettività. Dobbiamo educare le nuove generazioni al rispetto delle persone e di chi ogni giorno si prende cura della salute dei cittadini, promuovendo una cultura della responsabilità e della convivenza civile. È inoltre indispensabile che i lavoratori vittime di aggressione siano sostenuti sotto ogni profilo, sia psicologico sia legale, senza essere lasciati soli ad affrontare le conseguenze di episodi che segnano profondamente chi li subisce”.

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