«Al libro delle 18.03 scocca l’ora di Magris e Rumiz»

«Un bilancio? È sicuramente positivo per la qualità degli appuntamenti e per la partecipazione sia in sala che nelle uscite tematiche in nave e in bus. Per quest’ultime, trovo importante la novità della collaborazione con il Consorzio culturale del monfalconese: un’esperienza che vorremmo confermare anche per il prossimo anno visto il seguito e l'apprezzamento avuto». Paolo Polli, animatore de “Il libro delle 18.03”, è soddisfatto; la 15.ma edizione della rassegna si è da poco conclusa. Con successo. «Quasi 900 sono state le persone che hanno preso parte alle varie occasioni di incontro dal 3 al 31 ottobre. Altra nota positiva è costituita dalle persone che hanno collaborato nella riuscita della rassegna e che ringrazio come ringrazio tutti gli abituali partner. Evidentemente abbiamo saputo interessare e coinvolgere attivamente il nostro pubblico. Una particolarità di quest’edizione, per le sua modalità di svolgimento, è stata la presentazione in nave del nuovo libro di Pietro Spirito».
Nessun ripensamento?
Errori se ne fanno e si scoprono quasi sempre quando si tirano le somme. Ma nel complesso, ripeto, è andata più che bene.
Nell’ideare il programma non deve mai scendere a compromessi, venire a patti con autori o con case editrici particolarmente pressanti?
Il cartellone è frutto anche di confronti e quindi di mediazioni ma al nostro interno, all'interno di chi collabora. In poche parole, non abbiamo avuto alcun condizionamento esterno. Abbiamo sempre più contatti con autori e case editrici ma sta a noi accettare o meno le proposte.
Ha invitato scrittori di professione come Paolo Maurensig e debuttanti come Luca Ponti: una scelta azzeccata?
Dovessi misurare solo ed esclusivamente dalla partecipazione dovrei dire di sì: d'altro canto e fin dall'inizio sapevamo che per alcuni casi, come quello citato, pensavamo anche al personaggio di per sé. In futuro si punterà solo su scrittori di professione?
Come sempre, in tutte le edizioni, i protagonisti saranno il libro e lo scrittore: ma perchè escludere a priori qualche eccezione? Piuttosto, tengo a ringraziare, oltre a Maurensig, Ponti e Spirito, tutti gli autori che alla rassegna hanno partecipato (Cristina Battocletti, Pierluigi Porazzi, Alberto Custerlina, Carlo Mastelloni) oltre ai giornalisti che con loro hanno conversato.
Tutti gli scrittori della rassegna appena terminata sono legati alla nostra regione. Scegliere autori del Friuli Venezia Giulia non rischia di essere riduttivo?
Si tratta di una impostazione che ci siamo dati in linea di massima ma che non è ferrea: peraltro, la regione ha tante eccellenze che il livello nazionale ci invidia. Ma il 19 ottobre, in un fuori programma abbiamo ad esempio ospitato Corrado Augias ed è stato un incontro riuscitissimo e coinvolgente.
Per la prossima edizione ha già in mente qualche nome?
Mi piacerebbe potessimo ospitare Claudio Magris e Paolo Rumiz. Lavoreremo per arrivarci. Nel frattempo ci sarà una coda alla 15.ma edizione della rassegna con due ulteriori fuori programma, dopo quello con Augias: il 20 novembre avremo nella sala Apt Mauro Manzin con il suo recente libro "Chi ha rubato il confine?" e il 10 dicembre un ritorno molto gradito, Antonia Arslan.
“Il libro delle 18.03” non è formato solo dagli appuntamenti statici ma anche da quelli in movimento: escursioni su bus Apt. Ce ne saranno anche nella prossima edizione?
Sicuramente, anzi, vista l'abituale apprezzamento per questi appuntamenti sarà necessario una organizzazione diversa e più rispondente alla domanda.
Alex Pessotto
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